Belluno, controlli dei Carabinieri del NIL: sanzioni per oltre 230mila euro e un cantiere sospeso

Redazione | 04 agosto 2026 alle 11:14 | 0 commenti

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Un’azione di vigilanza coordinata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Belluno ha portato all’individuazione di gravi irregolarità in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e contrasto al lavoro sommerso, con sanzioni amministrative e ammende complessive superiori a 230.000 euro.

L’intervento, eseguito con il supporto del Comando Provinciale dei Carabinieri e delle Stazioni territoriali dell’Arma, ha interessato diversi settori produttivi e molteplici aree della provincia, tra cui i comuni di Belluno, Feltre, Sedico, Livinallongo del Col di Lana, Sospirolo, Domegge di Cadore, Calalzo di Cadore, Lozzo di Cadore, Roccapietore e Santa Giustina.

Violazioni penali e posizioni al vaglio

Le verifiche ispettive, estese a cantieri edili, centri estetici, pasticcerie, rifugi alpini, strutture ricettive e di ristorazione, si sono concluse con il deferimento in stato di libertà di 16 soggetti. Tra datori di lavoro, titolari e amministratori d’azienda ritenuti responsabili di violazioni penali, figura anche la posizione di un lavoratore straniero trovato sprovvisto di documenti regolari.

Dalla mappatura delle irregolarità sono emerse criticità diffuse relative alla tutela della salute nei luoghi di lavoro. Tra le contestazioni principali figurano la mancata sorveglianza sanitaria del personale — in alcuni casi aggravata dal numero elevato di dipendenti esposti —, la totale assenza di formazione obbligatoria sui rischi professionali e l’omessa valutazione dei rischi aziendali. Nei cantieri edili ispezionati sono state inoltre riscontrate carenze strutturali relative alla protezione contro le cadute dall’alto, come la mancanza di barriere e parapetti adeguati, oltre a criticità su vie di evacuazione, misure antincendio e gestione dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

I provvedimenti di sospensione e le sanzioni

L’intervento più incisivo è stato compiuto all’interno di un cantiere edile a Feltre, dove i militari hanno imposto l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Su tre operai presenti sul posto, due sono risultati occupati “in nero”, e uno di essi è risultato privo di permesso di soggiorno. Un episodio analogo è stato accertato a Santa Giustina, dove è scattata la cosiddetta “maxi sanzione” amministrativa per lavoro sommerso nei confronti di un’azienda il cui unico operaio presente è risultato impiegato in modo irregolare.

L’intera attività di controllo rientra nella strategia di costante monitoraggio disposta per la prevenzione degli infortuni e la tutela dei diritti dei lavoratori sul territorio provinciale.

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