Le indagini condotte dalla Polizia di Stato del Commissariato di Cortina d’Ampezzo hanno portato alla conclusione degli accertamenti nei confronti di tre persone, ritenute responsabili in concorso dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio cadorino. L’operazione trae origine da un arresto effettuato nell’estate 2025.
Si sono concluse le indagini preliminari condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cortina d’Ampezzo relative a un presunto giro di spaccio di sostanze stupefacenti che avrebbe interessato il territorio del Cadore. L’attività investigativa ha portato all’emissione dell’avviso di conclusione indagini nei confronti di due persone, che si aggiungono a un primo soggetto già tratto in arresto nel corso dei controlli estivi.
L’origine dell’inchiesta
L’attività investigativa ha preso il via nell’estate del 2025 durante i consueti servizi di controllo del territorio. In quell’occasione, gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Cortina avevano proceduto all’arresto in flagranza di una persona per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Gli sviluppi investigativi
Gli approfondimenti successivi, affidati alla Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato, si sono sviluppati attraverso una serie di accertamenti mirati. Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni locali e personali, proceduto all’analisi di tabulati telefonici e raccolto sommarie informazioni da persone informate sui fatti.
I riscontri emersi hanno consentito di individuare altri due soggetti ritenuti coinvolti nella medesima attività illecita. Secondo l’ipotesi d’accusa, i tre avrebbero agito in concorso tra loro, strutturando una rete di spaccio destinata a rifornire sia residenti sia lavoratori stagionali impiegati nella zona del Cadore.
La posizione legale degli indagati
A seguito della ricostruzione dei fatti, la Procura della Repubblica ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei due soggetti individuati successivamente.
Trattandosi della fase delle indagini preliminari, la ricostruzione degli inquirenti rimane un’ipotesi investigativa soggetta al vaglio delle successive fasi processuali. Si precisa che la responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata a titolo definitivo solo in presenza di una sentenza di condanna passata in giudicato.




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