È stato ufficialmente firmato e presentato alla Regione del Veneto il Protocollo di rete territoriale “BE-WELL-UNO”, promosso dal Centro Consorzi per realizzare un modello di welfare a “km 0” nella provincia di Belluno. L’intesa, siglata da 27 soggetti tra enti pubblici, imprese e organizzazioni sindacali, mira a contrastare la denatalità, sostenere le famiglie e rafforzare l’attrattività dell’economia locale.
Rispondere alle sfide demografiche del territorio bellunese attraverso la sinergia tra welfare aziendale, contrattuale e servizi di comunità. È questo l’obiettivo principale del Protocollo di rete territoriale “BE-WELL-UNO”, promosso dal Centro Consorzi e presentato alla Regione del Veneto nell’ambito del bando regionale “WELL-FARE – Il welfare che connette” (Programma FSE+ 2021-2027).
L’accordo è stato sottoscritto da 27 soggetti – tra cui imprese, istituzioni pubbliche, organizzazioni sindacali e partner tecnici – al termine di un percorso articolato in workshop, focus group e incontri di rete dedicati all’analisi dei bisogni di lavoratori e aziende locali.
Le priorità e gli obiettivi del Protocollo
La provincia di Belluno si trova ad affrontare criticità legate all’invecchiamento della popolazione e al calo demografico. Il Protocollo intende strutturare una filiera locale di beni e servizi, mettendo a disposizione delle piccole e medie imprese strumenti di welfare aziendale e interaziendale altrimenti di difficile accesso.
Tra gli impegni operativi fissati per i prossimi mesi figura la creazione, entro un anno dalla firma, di un Tavolo di Welfare territoriale permanente per la co-progettazione e il monitoraggio delle iniziative. Sul piano quantitativo, l’intesa prevede entro 24 mesi:
- L’ampliamento della rete ad almeno 40 soggetti aderenti;
- La mappatura di almeno 100 fornitori locali;
- L’attivazione di 30 convenzioni per servizi a chilometro zero nei settori della salute, della cura e della conciliazione vita-lavoro.
Come spiegato dal direttore del Centro Consorzi, Michele Talo, l’accordo rappresenta un punto di partenza per integrare le risorse già presenti nel tessuto sociale ed economico della provincia.
Quadro demografico ed economico della provincia
L’esigenza di un sistema di protezione sociale integrato trova riscontro nei dati demografici elaborati dal sociologo Diego Cason e presentati durante il festival “Welfare in Quota”. Negli ultimi trent’anni la provincia di Belluno ha registrato una contrazione di circa un terzo della popolazione giovanile, a fronte di un incremento del 25% degli ultrasessantacinquenni.
Il saldo naturale registra un calo annuo compreso tra le 1.000 e le 1.100 unità, non compensato dai flussi migratori interni ed esteri. Nei prossimi cinque anni il mercato del lavoro locale necessiterà di circa 5.000 nuovi ingressi per garantire il ricambio generazionale, in un contesto provinciale caratterizzato da una contemporanea riduzione di residenti e imprese attive.
I soggetti firmatari e le nuove adesioni
I 27 firmatari iniziali comprendono, oltre al Centro Consorzi, la Provincia di Belluno, i Comuni di Santa Giustina e Setteville, l’Unione Montana Val Belluna, il Liceo Scientifico “G. Dal Piaz”, la Scuola Materna Don Bosco, diverse sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL), associazioni di categoria (Casartigiani), Centro Servizi Dolomiti, Gruppoformazione e una decina di aziende del territorio.
La partecipazione alla rete “BE-WELL-UNO” rimane aperta ad altri enti, imprese, realtà del Terzo Settore e fornitori di servizi. Le manifestazioni di interesse possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica welfare@centroconsorzi.it.



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