Soccorso Alpino: esercitazione di ricerca e recupero in quota per 23 aspiranti operatori a San Vito di Cadore

Giulia Francescon | 23 ottobre 2026 alle 10:05 | 0 commenti

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Sabato 17 ottobre si è svolta a San Vito di Cadore l’ultima giornata del percorso formativo estivo destinato ai 23 aspiranti Operatori di Soccorso Alpino (Osa) appartenenti alla 2ª Delegazione Dolomiti Bellunesi. L’attività, prevista dal piano formativo regionale obbligatorio, è stata organizzata con il supporto della Stazione di San Vito di Cadore.

L’esercitazione ha interessato l’area compresa tra la Rocchetta di Prendera e quella di Cianpobon, nel Gruppo delle Rocchette. Sotto il coordinamento di due istruttori regionali della Scuola alpina del Soccorso alpino e speleologico Veneto, le operazioni hanno visto l’impiego sinergico di:

  • Technici di ricerca (Ter) e piloti di droni (Uas);
  • Personale sanitario del CNSAS;
  • Centro mobile di coordinamento di Delegazione, per un totale di 30 persone impegnate sul campo.

Ricerca, primo soccorso e tecniche di recupero

Nello scenario simulato in alta montagna, tra versanti boscati e pareti rocciose, le squadre hanno affrontato la ricerca di due manichini posizionati per riprodurre fedelmente condizioni operative reali. Dopo l’individuazione dei bersagli tramite l’azione congiunta dei Ter e dei droni, i partecipanti hanno eseguito le prime manovre sanitarie d’emergenza e applicato le tecniche di recupero e trasporto in barella.

I partecipanti erano stati trasportati in quota nelle prime ore della mattina dall’elicottero dell’Air Service Center, partito dal campo base allestito a Senes.

Il ruolo delle infrastrutture territoriali

Durante la fase conclusiva, le squadre hanno fatto tappa al Taulà dei Ciampe. La struttura, di proprietà della Regola di Borca di Cadore, è stata recentemente ristrutturata con i fondi del PNRR per svolgere la funzione di punto base e bivacco gestito per attività di soccorso, formazione, ricerca e vigilanza. Dall’infrastruttura i soccorritori hanno poi fatto rientro a Senes con i “feriti” per la conclusione delle attività.

L’esercitazione ha permesso di consolidare la capacità di coordinamento e l’integrazione tra le diverse professionalità coinvolte nelle operazioni di soccorso in territorio montano impervio.

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