Il gelato, come lo conosciamo noi, è un prodotto consumato in tutto il mondo. Sorge spontanea una domanda: come è nato il gelato?
L’antenato di questo prodotto nacque in tempi lontanissimi in Cina, sembra circa quattromila anni fa, ed era a base di ghiaccio, frutta e spezie, ma abbiamo testimonianze più recenti anche di un prodotto simile inventato dagli arabi.
Si parla quindi di granite che anche gli antichi faraoni d‘Egitto offrivano ai loro ospiti.
Cleopatra, si narra, propose a Cesare un dolce a base di frutta e ghiaccio, un sorbetto perciò, dall’arabo shurbat.
Il gelato a base di latte è però un’invenzione italiana del Cinquecento nata alla corte dei Medici grazie all’ intuizione di Bernardo Buontalenti, un architetto fiorentino con la passione per la cucina che creò una ricetta a base di latte e uova con frutta e miele che venne denominata crema fiorentina. Il gelato, simile al moderno, fu una invenzione di un altro italiano Francesco Procopio dei Coltelli un siciliano che sostituì il miele con l’allora costoso zucchero e utilizzò del sale, misto a ghiaccio, per rendere il composto più freddo.
Procopio trasferitosi a Parigi, nel 1686 aprì un caffè-gelateria Le Procope che ebbe un immediato successo tanto che il re Luigi XIV gli concesse la licenza esclusiva per la vendita dei suoi dolci ghiacciati.
Il caffè ristorante Le Procope in via Ancienne Comédie è ancora in attività ed è considerato il più antico locale di Parigi che si vanta di aver avuto come clienti: Voltaire, Balzac, Victor Hugo, Diderot, D’Alambert, De Musset, l’inventore della ghigliottina Guillotin, molti altri e perfino Napoleone.
Importante sottolineare che la provincia di Belluno è la patria del vero gelato artigianale grazie a quegli emigranti di tutto il nostro territorio, ma in particolare zoldani e cadorini, che nel XIX secolo si trasferirono prima nell’ Impero Austro-Ungarico poi in Europa e in seguito in tutto il mondo portando la cultura del gelato artigianale, ma non solo… anche l’invenzione della cialda per il cono gelato parla bellunese, nel 1903 Italo Marchioni, nato a Peaio di Cadore nel 1868 e morto a Cliffside Park (New Jersey) nel 1954, ebbe l’idea di produrre un contenitore commestibile per il gelato, il famoso cono, risolvendo due problemi: la fragilità del vetro dove veniva posto il gelato e la possibilità di mangiare il gelato passeggiando. Tanti sono stati i gelatieri bellunesi che hanno portato il prodotto nel mondo, ma mi piace scrivere di uno in particolare: il gran ufficiale Fausto Bortolot, discendente da una famiglia di Zoppè di Cadore che iniziò nel 1896 a lavorare il gelato; sarebbe troppo lungo elencare i meriti che Fausto ha avuto non solo nel mondo del gelato tradizionale, basti pensare che è stato il presidente di Uniteis, l’associazione che raggruppa tremila gelaterie artigianali in Germania.
Il gelato artigianale bellunese è stato il prodotto che ha fatto nascere nel 1959 a Longarone la Mostra internazionale del gelato artigianale: MIG che quest’anno festeggia il sessantaseiesimo compleanno dal 30 novembre al 2 dicembre.
Il nuovo motto è MIG EXPERIENCE, una formula che trasforma la Fiera tradizionale in un evento dedicato al futuro, innovazione e cultura del gelato artigianale.
Buon Natale e Buon Anno a tutti i miei lettori.


0 commenti