Un museo importante. Testimonianza di un’industria del passato

Paolo Doglioni | 20 ottobre 2025 alle 17:52 | 0 commenti

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Ricevo dal dott. Ettore Marson e dall’ arch. Giuseppe Ballestini questa interessante testimonianza di una florida industria a Vittorio Veneto dove la attività bacologica per la produzione della seta coesisteva con la proprietà agricola. Esempio unico di archeologia del mondo agricolo tra Otto e Novecento, nello storico edificio ora museo, per la produzione del seme bachi, fondata nel 1882 da Domenico Marson e rimasta in attività fino agli anni ’70 del XX secolo.

A Vittorio Veneto esiste un Museo del tutto particolare, riguarda infatti l’industria preposta alla produzione del seme bachi, le uova deposte dalla farfalla del baco da seta, le quali costituivano la fonte della bachicoltura un tempo assai diffusa in tutte le regioni del Paese.
L’allevamento del baco da seta rappresentava una importante fonte di reddito per gli agricoltori. Questa particolare industria veniva chiamata industria bacologica, era alla base dell’intera filiera serica, le conoscenze che sviluppò in termini di genetica consentirono l’acquisizione di quel prestigio che ha accompagnato per lungo tempo il made in Italy.

Il museo dell’industria bacologica Domenico Marson di Vittorio Veneto, realizzato all’interno di un sito vincolato dalla Soprintendenza sia per quanto riguarda la struttura, sia per quanto riguarda le attrezzature, le strumentazioni, le documentazioni, e gli archivi in esso contenuti, è l’unica testimonianza completa che resta non solo in Italia ma anche in Europa dell’industria bacologica.

La seta greggia italiana, ancora nei primi decenni del XX secolo, costituiva la voce di gran lunga più importante delle nostre esportazioni e fino al 1934 contribuì nel sostenere la base monetaria del Paese.
All’inizio degli anni Venti del Novecento l’esportazione serica corrispondeva da sola, in percentuale, a più del 20% delle esportazioni totali della Nazione.

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