Un’analisi rigorosa sul tessuto economico bellunese evidenzia i punti di forza legati all’export e alla manifattura, indicando nella transizione tecnologica e nel capitale umano le direttrici cruciali per il futuro del territorio.
L’8 ottobre, presso Villa Doglioni Dalmas a Belluno, è stata presentata l’indagine “Analisi delle competenze industriali della provincia di Belluno”, promossa da Confindustria Belluno Dolomiti e curata dai docenti Giulio Buciuni, Jacopo Canello e Nicoletta Giudice. Il documento offre un monitoraggio quantitativo relativo al periodo 2019-2024, restituendo la fotografia di un sistema economico maturo e stabile, fortemente orientato all’esportazione ma chiamato a incrementare la propria intensità tecnologica.
Struttura produttiva, settori chiave e bilancia commerciale
Dalla ricerca emerge una marcata prevalenza numerica di micro e piccole imprese, a fronte di una concentrazione occupazionale che vede le medie e grandi organizzazioni assorbire quasi il 40% della forza lavoro provinciale. Il valore aggiunto per abitante si attesta a 42 mila euro, un dato superiore rispetto alla media nazionale di 34,4 mila euro, pur registrando una crescita ritmica inferiore rispetto al Nord Est.
Il comparto trainante della provincia rimane quello dell’occhialeria, che genera circa 2,8 miliardi di euro (pari al 28% del valore complessivo provinciale) e incide per il 75,1% sul totale delle esportazioni territoriali, che nel 2024 hanno superato i 5 miliardi di euro. Segue il commercio all’ingrosso con circa 1 miliardo di euro e la meccanica pesante con 592 milioni di euro, a dimostrazione di una forte asimmetria tra i diversi settori industriali.
Nuove imprese, startup e prospettive di trasformazione
Tra il 2019 e il 2024 sono nate 1.250 nuove unità produttive, con una prevalenza nei settori delle costruzioni, ristorazione e impiantistica. Solamente una nuova impresa su dieci mostra un livello tecnologico tale da generare alto valore aggiunto, confermando una limitata propensione della manifattura tradizionale alla creazione di spin-off e startup innovative, registrate in 14 unità al 2024.
Per favorire l’evoluzione dal modello distrettuale a un vero ecosistema dell’innovazione, Confindustria Belluno Dolomiti ha evidenziato l’importanza di iniziative come la Fondazione Dolomiti Innovation Valley e il progetto Innovereye, orientati al rafforzamento dei trasferimenti tecnologici, all’attrazione di talenti e al consolidamento della rete formativa sul territorio.




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