Un piano d’interventi strutturato unisce le opere post-Vaia al consolidamento delle strutture storiche per tutelare l’abitato e le infrastrutture locali dalle colate detritiche.
Oltre 5 milioni di euro complessivi sono stati destinati alla messa in sicurezza e alla manutenzione del bacino del Ru Secco nel comune di San Vito di Cadore. L’assessore alle Foreste e alla Montagna Dario Bond, insieme al consigliere provinciale Alberto Peterle, al sindaco Franco De Bon e ai tecnici regionali, ha effettuato un sopralluogo per verificare lo stato d’avanzamento dei cantieri che interessano un’area di circa 8,726 chilometri quadrati tra Punta Taiola, Cima Bel Prà, Cime Scotter e Monte Antelao.
Le opere post-Vaia e i finanziamenti principali
Il piano d’intervento principale deriva dagli approfondimenti condotti dai Servizi Forestali regionali di Belluno in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, che attraverso modellazioni idrauliche e reologiche hanno stabilito il livello di pericolosità del bacino. Questo studio ha portato al finanziamento di tre opere fondamentali per un totale di 4.444.473,46 euro.
I finanziamenti comprendono 1.527.000 euro per la costruzione di due briglie frangicolata con relativo bacino di invaso e strada d’accesso alla confluenza tra il Ru Salvela e il Ru Secco. Un secondo lotto da 2.298.251,18 euro riguarda la realizzazione di una briglia selettiva in calcestruzzo armato con filtro modulabile e del nuovo “Canale della Seggiovia”, lungo 75 metri e con una sezione di 10 metri per 9. Infine, 619.222,28 euro sono stati impiegati per le opere preliminari di adeguamento della sezione idraulica all’attraversamento della strada statale 51 Alemagna.
Manutenzione straordinaria e tutela del territorio
Ai fondi dedicati alle nuove opere si sommano 551.000 euro destinati a cinque interventi di manutenzione straordinaria sulle infrastrutture esistenti, realizzate tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta. Tali strutture storiche sono state oggetto di consolidamenti statici, adeguamenti idraulici e ripristini, resisi necessari anche a seguito dell’evento meteo del novembre 2024 che aveva interessato una delle briglie.
I lavori, progettati dai Servizi Forestali di Belluno e realizzati dal personale di Veneto Agricoltura, hanno compreso anche la sistemazione ambientale e il ripristino dei versanti. L’approccio adottato punta a unire la costruzione di nuovi bacini e briglie con la cura costante delle opere già presenti sul territorio, garantendo la continuità dell’azione di prevenzione idrogeologica senza attendere situazioni di emergenza.




0 commenti