1899. La prima conferenza di pace

Paolo Doglioni | 23 settembre 2025 alle 14:28 | 0 commenti

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Da troppi anni assistiamo a due conflitti disastrosi vicini a noi; gli avvenimenti in Ucraina e a Gaza sembrano non finire mai malgrado ogni contendente dichiari di essere nel giusto, intanto le popolazioni di quei luoghi patiscono incredibili sofferenze; i mezzi di comunicazione quotidianamente ci propongono scene strazianti, morti e distruzioni, bambini uccisi o morti di fame.

Si susseguono riunioni su riunioni per trovare la pace, ma sembra con scarsi risultati.
Cambiano gli attori, ma il copione è sempre quello, 226 anni fa, nel 1899 lo zar Nicola II di Russia organizzava all’Aia in Olanda la Prima conferenza di pace insieme a 26 nazioni che rappresentavano tutte le potenze importanti del mondo.
La riunione iniziò il 18 maggio (data del compleanno dello zar) e terminò il 29 luglio e i deliberati vennero firmati da tutti con decorrenza 4 settembre 1900.

Lo scopo era:

  • Regolamentare in forma pacifica i conflitti.
  • Convenzione per la guerra di terra.
  • Convenzione per la guerra di mare.

Tre dichiarazioni concernenti:

  • Proibizione di lanciare proiettili ed esplodenti dall’alto con palloni o con altri mezzi analoghi.
  • Proibizione dell’uso di proiettili che abbiano per fine unico di spandere gas asfissiante o deleteri.
  • Proibizione dell’uso di palle che si dilatano o si schiacciano facilmente nel corpo umano.

Art. 1 prevedeva:

  • Prevenire, per quanto possibile che si debba ricorrere alla forza nelle relazioni tra gli Stati.

Art. 61 e successivi dichiaravano che erano:

  • Animati dalla ferma volontà di concorrere al mantenimento della pace generale.
  • Risoluti a favorire con tutti gli sforzi il regolamento amichevole dei conflitti internazionali.
  • Estendere l’Impero del diritto e fortificare il sentimento della giustizia internazionale.

Oggi sappiamo che a distanza di pochi anni scoppiò la Prima Guerra Mondiale, l’uccisione dello zar, la fine degli Imperi Austro-Ungarico, Ottomano, Tedesco, circa trentasette milioni di morti più altri milioni di feriti e dispersi.

La storia dovrebbe essere magistra vitae, ma non è sempre così, anzi, e con le nuove armi atomiche si rischia moltissimo, forse l’estinzione del genere umano; dobbiamo auspicare che chi ha potere decisionale lo sappia ed agisca con un minimo buon senso, magari guardando a quello che è successo nel passato.

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