Il tempo… e la sua misurazione

Paolo Doglioni | 24 settembre 2026 alle 16:22 | 0 commenti

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Il tempo è scandito da orari ed è per questo che strumenti sempre più precisi per misurarlo hanno accompagnato la storia dell’uomo, arrivando fino all’ultima novità rappresentata dagli orologi atomici a reticolo ottico in grado di assicurare una precisione perfetta per milioni di anni. Nell’età del paleolitico, l’uomo cacciatore e raccoglitore, organizzava la sua vita in base all’alba e al tramonto, al sole e alla luna. Nel neolitico (10000 – 8000 a.C.) con la stanzialità e l’inizio dell’agricoltura, l’uomo si pose il problema della periodizzazione per la produzione e la conservazione delle derrate alimentari e sembra che la prima meridiana rudimentale (gnomone) sia stata utilizzata in quel periodo.

Nel 2013 fu trovata in Egitto, nella Valle dei Re, una meridiana del 1500 a.C. e pare che proprio in questo periodo Amenemhet, funzionario del faraone Amenofi I, abbia inventato la clessidra ad acqua, uno strumento di pietra a forma tronco conica che faceva defluire da un foro l’acqua e quindi determinava il tempo trascorso e, a differenza della meridiana, non aveva bisogno del sole. Funzionava quindi anche di notte e nei periodi nuvolosi.

Platone (V-IV sec. a.C.) nel dialogo del Teeteto scrive di un avvocato che in tribunale parla velocemente perché incalzato dallo scorrere l’acqua della clessidra. ( klepsydra: in greco “ruba l’acqua”.)

Archimede di Siracusa (circa 287-212 a.C.) regolò il flusso dell’acqua della clessidra legandolo anche al suono di piccole campane o gong. Apuleio (125-180) nel III libro della Metamorfosi descrive la clessidra come un piccolo vaso forato che regolava il tempo nei processi dei tribunali, famosa la frase dei giuristi che diceva: “il tempo gocciola via inesorabilmente”. La clessidra ad acqua fu quindi uno strumento utilizzato per molti secoli, ma aveva dei problemi in quanto il foro d’uscita si allargava con il tempo, inoltre l’acqua poteva ghiacciarsi, doveva essere continuamente aggiunta, subiva gli effetti della pressione ed era difficilmente trasportabile.

Per questi motivi nel XIV secolo, soprattutto per la navigazione marittima, nacque la clessidra a sabbia. All’inizio non si utilizzava sabbia, ma gusci d’uovo bruciati e polverizzati che facilitavano una maggiore scorrevolezza. La clessidra non risentiva del movimento del mare, era trasportabile e non era soggetta ai cambiamenti di temperatura.

Nel mondo cinese e giapponese, già dai secoli VI e VII, si adoperavano anche candele che consumandosi determinavano il passare del tempo, con dei chiodi infissi che cadendo provocavano un rumore metallico, indicando le ore passate. Sempre nel XIV secolo compare anche il primo orologio meccanico citato anche da Dante nella conclusione del X canto del Paradiso:

“Indi, come orologio che ne chiami /ne l’ora che la sposa di Dio surge/ a mattinar lo sposo perché l’ami,/che l’una parte e l’altra tira e urge,/ tin tin sonando con sì dolce nota,/ che ‘l ben disposto spirito d’amor turge…/”. Sempre nel XIV secolo il professore padovano Giovanni Dondi dell’Orologio progettò l’orologio astronomico (astrario): un complicato congegno che grazie a una serie di ingranaggi riproduceva i moti del Sole, della Luna e di cinque pianeti oltre che la durata delle ore di luce alla latitudine di Padova e segnava l’ora e anche i minuti a gruppi di dieci. Da allora fu un continuo miglioramento nella misurazione del tempo: dall’ orologio a pendolo dell’olandese Chrstiaan Huygens nel 1656, perfezionato nel 1657 da Galileo Galilei con telaio in ferro e ruotismi di ottone, ai primi orologi da tasca per uomini del XVII secolo chiamati per la loro forma bombata “Cipolla”, al XVIII secolo con l’inglese John Harrison che inventò i cronometri marini a molla che calcolavano anche la longitudine. Il primo orologio da polso fu costruito da Abraham Louis Breguet nel 1810 per Carolina Bonaparte, regina di Napoli, sorella di Napoleone e moglie di Gioacchino Murat. Era ritenuto un prezioso ornamento adatto alle signore. Nell’ultimo secolo la storia dell’orologio accelera: nel 1923 l’inglese John Harwood progettò il primo orologio automatico da polso per uomini, il primo orologio al quarzo fu realizzato nel 1969 della giapponese Seiko, oggi si parla dell’orologio atomico di Boulder, in Colorado, il più preciso al mondo.

Gli orologi nei nostri tempi sono diventati gioielli indossati da pochi, la maggioranza, specialmente i più i giovani, utilizza smartphone o cellulari che forniscono oltre all’ora precisa una enorme quantità di altri servizi.
Per finire, ricordiamo quel che disse Albert Einstein: “Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando”.

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