Chiusa a Belluno la tre giorni della Consulta e del Meeting dei giovani: associazioni e nuove generazioni chiedono di rafforzare il programma 2027 per proseguire le attività
Per tre giorni Belluno è stata la capitale dei veneti nel mondo. Dal 5 al 7 novembre il capoluogo dolomitico ha ospitato la Consulta dei Veneti nel Mondo e il Meeting dei giovani veneti nel mondo, con lavori divisi tra la Camera di Commercio Belluno-Treviso e il MEV, il Museo dell’Emigrazione Veneta.
Ad aprire l’evento, giovedì 5 novembre, è stato l’assessore regionale Marco Zecchinato. Nel suo intervento ha richiamato il ruolo centrale delle nuove generazioni nella promozione delle eccellenze venete a livello globale. Ha inoltre auspicato che la Consulta diventi una sede di elaborazione e proposta, capace di orientare le scelte strategiche della Regione.
Questa mattina, nella sede della Camera di Commercio, sono stati presentati i documenti finali dei consultori e dei giovani. Presente la dirigente regionale Arianna Bernardi, che li ha analizzati prima della consegna all’assessore. Per l’Associazione Bellunesi nel Mondo c’erano il presidente Oscar De Bona, la vicepresidente vicaria Patrizia Burigo e la consultrice Gioia Sacchet.
Il messaggio che arriva da Belluno è chiaro: il settore ha bisogno di maggiori risorse. «Il problema di fondo è la scarsità dei fondi». Senza risorse economiche l’intero comparto è destinato a morire. Gli stessi giovani avvertono che, con gli stanziamenti attuali, molte associazioni rischiano di ridimensionare i progetti e, in alcuni casi, di chiudere.
Eppure le proposte non mancano. I consultori chiedono di rafforzare il sostegno alle associazioni, di rendere più rapidi i bandi, di investire sul ricambio generazionale e di puntare su corsi di italiano, scambi con le università e iniziative per le scuole, oltre a un sostegno diretto del MEV, l’unico museo regionale dedicato all’emigrazione veneta. Per tenere vivo il legame con le comunità all’estero, i giovani del Meeting chiedono di mantenere l’incontro annuale in presenza e di dedicare ai veneti nel mondo una giornata fissa, con eventi diffusi in tutti i Paesi in cui sono presenti.
Durante i lavori la Consulta ha eletto vicepresidente, all’unanimità, Bruno Ghiotto, della Federazione veneta dello Stato di San Paolo.
Da Belluno arriva anche un invito a cambiare sguardo. Troppo spesso le comunità venete all’estero vengono considerate una pagina del passato, il ricordo di chi partì con una valigia di cartone e un mestiere da inventare. Sono invece una realtà viva e presente: milioni di persone che in Brasile, Argentina, Uruguay, Canada, Sudafrica, Australia ed Europa custodiscono una lingua, una cultura e un modo di stare al mondo che portano il nome del Veneto.
In un tempo segnato da economie interconnesse, da mercati che si aprono e da identità spesso incerte, questa rete è una risorsa concreta. È un ponte per le imprese e per il turismo, uno spazio di scambio per studenti e ricercatori, un canale di relazioni che nessuna campagna promozionale potrebbe costruire da sola. E sono proprio i giovani discendenti, tornati a Belluno per ritrovarsi e proporre, a dimostrare che il legame con la terra d’origine non si esaurisce con le generazioni, ma può rinnovarsi.
Investire in queste comunità non significa dunque guardare indietro, ma scegliere di dare un futuro a un patrimonio di relazioni e di competenze che il Veneto ha già, e che il mondo di oggi rende più prezioso che mai.




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