Carenza di OSS nel Bellunese: tra nuovi corsi e reclutamento all’estero la sfida per salvare le RSA

Redazione | 10 maggio 2026 alle 14:16 | 0 commenti

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Il sistema socio-sanitario della provincia di Belluno si trova ad affrontare un’emergenza che ha ormai assunto i tratti di una criticità strutturale: la grave carenza di operatori socio-sanitari (OSS). Le strutture assistenziali del territorio faticano a coprire il fabbisogno minimo, una lacuna che mette sotto pressione la tenuta dei servizi per anziani e non autosufficienti.

Formazione e ricognizione del fabbisogno

Per rispondere a questa domanda crescente, è stato avviato un nuovo corso OSS promosso dal Circolo Cultura e Stampa Bellunese, ospitato negli spazi dell’Azienda Feltrina. Si tratta di un primo tassello concreto all’interno di una strategia più ampia. Nei prossimi giorni, infatti, inizierà una ricognizione capillare tra tutte le RSA della provincia per quantificare con precisione il numero di figure mancanti.

Questo censimento sarà il punto di partenza per sollecitare un intervento diretto dell’Ulss, alla quale verrà chiesto supporto in termini di personale docente, spazi logistici e coordinamento organizzativo. Come sottolineato da Bortolio Simoni, la figura dell’OSS è un supporto indispensabile per il lavoro degli infermieri; la carenza è tale che molte strutture sono oggi costrette ad assumere personale non qualificato, con l’impegno di formarlo solo successivamente.

La strategia internazionale e il nodo alloggi

Il progetto, che vede la collaborazione del Centro Consorzi, guarda anche oltre i confini nazionali. L’obiettivo è selezionare personale all’estero, fornendo una base di competenze su sicurezza, lingua italiana ed educazione civica, per poi inserire i lavoratori nei percorsi di qualifica OSS in Italia. Ad oggi, si stima un bacino di circa cento potenziali candidati.

Tuttavia, l’inserimento di nuovo personale si scontra con il problema della residenzialità. Senza alloggi disponibili a prezzi accessibili, il reclutamento rischia di restare sulla carta. Su questo tema è aperto un confronto serrato con la Provincia di Belluno per individuare soluzioni abitative idonee.

Un accordo di programma per il futuro

L’iniziativa è parte di un accordo di programma che coinvolge il Circolo Cultura e Stampa, il Consorzio Bim e la Provincia, con l’auspicio di un imminente ingresso della Regione Veneto.

Secondo l’assessore Zatta, il quadro impone un salto di qualità: non bastano più soluzioni d’emergenza, ma servono risorse economiche certe e un investimento strutturale sulla crescita professionale per rendere il sistema socio-sanitario bellunese realmente sostenibile nel lungo periodo.

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