Una fotografia in bianco e nero ci riporta nella Salt Lake City degli anni ’30. Nell’immagine, il figlio di Umberto Moretti posa con orgoglio sulla vettura del padre, stagliandosi davanti alla propria abitazione nel villaggio dei minatori. È uno scatto che racchiude in sé il senso di riscatto e la nuova stabilità raggiunta da migliaia di veneti oltreoceano.
La partenza dal Bellunese e l’arrivo negli Stati Uniti
La vicenda di Umberto Moretti inizia in un piccolo paese della provincia di Belluno. Negli anni ’20, spinto dalla necessità di cercare fortuna e dal desiderio di costruire un futuro solido, Umberto decise di unirsi a un gruppo di conterranei per affrontare la traversata verso gli Stati Uniti. Erano anni di grandi flussi migratori, in cui il legame tra i “bellunesi nel mondo” rappresentava spesso l’unica rete di supporto in terra straniera.
Una nuova vita tra le miniere di rame
Giunto nello Utah, Umberto trovò impiego nelle grandi miniere di rame situate nei pressi di Salt Lake City. Fu proprio in questo contesto lavorativo e sociale che la sua storia personale si intrecciò con quella di altri emigranti italiani. Umberto conobbe infatti Carlotta, anche lei figlia di emigranti, ma di origini piemontesi. Dal loro matrimonio nacquero tre figli, suggellando l’integrazione della famiglia nel tessuto sociale americano di quegli anni.

La memoria storica digitale
Questa preziosa testimonianza visiva è stata resa disponibile grazie alla gentile concessione di Gloria Candaten. Il racconto della famiglia Moretti, insieme a molte altre documentazioni fotografiche e storiche sull’emigrazione italiana, fa parte di un più ampio progetto di conservazione della memoria. Per chi desiderasse approfondire queste cronache di vita vissuta, ulteriori immagini e documenti sono consultabili presso il portale del Centro Studi Aletheia (www.centrostudialetheia.it).



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