Sono passati ottant’anni dalla battaglia del carbone che tra il 1946 e il 1956 portò in Belgio migliaia di bellunesi. Dalla nostra provincia, infatti, si cominciò a partire ancor prima dei famigerati accordi del giugno 1946.
Tra queste migliaia di conterranei espatriati verso il Pays Noir, almeno duecento partirono da Alano di Piave. Alcuni di loro non tornarono, come Mario Tessaro, morto il 24 ottobre 1953 a Seraing con un’altra ventina di minatori. Altri si fermarono in Belgio, dove oggi rimangono figli e nipoti. Altri ancora decisero di rientrare, spesso devastati dalla silicosi. Non a caso, proprio ad Alano di Piave, negli anni Settanta, si costituì un’attivissima Famiglia di ex emigranti. E non a caso, a Campo di Alano è oggi attivo il Must, il museo territoriale che ricorda, con i drammi della Grande Guerra, anche quello di quest’altra terribile battaglia, quella del carbone, appunto.
Figura simbolo di quell’emigrazione alanese è stato senz’altro Espedito Prosdocimo, che raccontò nel suo diario anche la sua storia di emigrante e di piccolo imprenditore.
Espedito era nato a Pordenone il 19 febbraio 1918. Era profugo e proveniva da San Vito di Valdobbiadene. Fu colpito dalla poliomielite alla gamba destra all’età di tre anni. Ma questo non gli impedì di trascinare quella gamba malconcia nelle gallerie del Belgio. Nel 1924, con la famiglia si trasferì a Campo di Alano. Nel 1942 sposò Tersilla Grillo. Partì per il Belgio il 30 ottobre 1946 lasciando la moglie incinta e con due bambine. Con lui, da Alano, partirono una quindicina di ragazzi (uno fu scartato a causa di un problema a un dito della mano destra).
Prosdocimo, che una volta rientrato in patria fu tra i più attivi membri della locale Famiglia ex emigranti, ricordò uno ad uno quegli alanesi partiti in quegli anni alla volta di Boussu Bois (dove lavorarono anche moltissimi agordini, alcuni dei quali perdendovi la vita). Ne contò circa duecento, familiari compresi, e senz’altro ne dimenticò qualcuno che andò a lavorare in qualche altra miniera belga.
Il documento di Prosdocimo – anticipato ad Alano nei mesi scorsi in occasione della presentazione del libro I neri fantasmi di Marcinelle. Storia (e storie) dell’emigrazione bellunese in Belgio – aveva attirato molto interesse.
«Dopo cinquant’anni – esordiva Espedito Prosdocimo, rievocando queste vicende nell’ottobre del 1997 – mi balena nella memoria Boussu Bois, frazione di Boussu, Belgio. Vorrei lasciare ricordo ai posteri della massiccia partecipazione di minatori alanesi dal 1946 al 1960».
La vita di queste persone, per anni, ruotò attorno alla “Société Anonyme des Charbonnages Unis de l’Ouest de Mons”, che mise a disposizione di quei minatori e delle loro famiglie case di proprietà «da formare intere vie, più due baraccamenti per prigionieri di guerra poi rimasti liberi, e con tutto ciò insufficienti per alloggiare la quantità di emigrati». Per molti fu tristemente familiare anche un ospedale gigantesco, la clinique de Warquignies. Prosdocimo ebbe modo di conoscere gran parte di quegli alanesi perché, dopo alcuni anni di miniera, gestì un Café e poi ancora una succursale della Bien etre di Anvers di generi alimentari e affini. Lo fece «per oltre cinque anni – scrive Prosdocimo – avendo così avuto l’opportunità di conoscere cose e persone».
Questo l’elenco messo assieme da Prosdocimo di quei minatori alanesi che hanno lavorato in miniera a Boussu Bois, con o senza famiglia.
Erminio Adda con moglie e cinque figli; Giuseppe Bertelle con moglie e tre figli; Secondo Billò; Secondo Buttol con moglie e sette figli; Giovanni Campana con moglie e tre figli; Angelo Collavo con moglie e quattro figli; Sesto Collavo; Domenico Collavo con moglie; Giovanni De Paoli; Mario De Paoli con moglie e due figli; Secondo De Paoli con moglie e tre figli; Aldo Dal Canton; Attilio Dal Canton; Siro Dal Zotto con moglie e tre figli; Luigi Zuffo con moglie e quattro figli; Adolfo Franzoia con moglie e due figli; Antonio Franzoia con moglie e tre figli; Giacomo Franzoia con moglie e due figli; Marino Gatto con moglie e due figli; Giovanni Grillo con moglie e tre figli; Amedeo Grillo; Domenico Licini; Antonio Mondin; Giacomo Mondin con moglie e due figli; Placido Mondin con moglie e due figli; Eugenio Mondin; Luigi Mondin con moglie e tre figli; Pio Mondin con moglie e tre figli; Isidoro Mazzier con moglie e due figli; Domenenico Nani con moglie e un figlio; Nicola Naranzon con moglie e due figli; Espedito Prosdocimo con moglie e quattro figli; Giorgio Prosdocimo con moglie e tre figli; Nicolò Prosdocimo con moglie e tre figli; Carlo Pison con moglie e un figlio; Gino Pison con moglie e tre figli; Fortunato Rek (forse Rech?); Giovanni Repic con moglie e due figli; Giovanni Rizzotto (Checon) con moglie e un figlio; Giovanni Rizzotto (Mondoni); Marcello Rizzotto con moglie e quattro figli; Carlo Simonetti con moglie e due figli; Luigi Silvestri con moglie e due figli; Benvenuto Spada con moglie; Giovanni Spada; Vittorio Sommariva; Angelo Tessaro con moglie e tre figli; Gianni Tessaro con moglie e due figli; Giulio Tozzo con moglie e cinque figli; Attilio Vigano con moglie; Carlo Zancaner con moglie e un figlio; Alberto Zancaner. In totale cinquantadue minatori, trentotto mogli e novantasette figli.
Il totale indica centoottantasette alanesi trasferitisi in Belgio. Ai quali vanno aggiunte le donne di Alano sposate con minatori non di Alano (Anna Dal Canton con marito di Cesiomaggiore e un figlio; Teresa Grillo con marito di Frassenè Agordino; Filomena Mazzier con marito di Miane (Treviso) e due figli; Giuseppina Mondin con marito del Bergamasco; Giuliana Tessaro con marito di Gosaldo e un figlio; Maria Zancaner con un marito toscano e un figlio; Perina Zatta con un marito di Quero e due figli).
In tutto altre quattordici persone che portano a duecentouno il numero degli alanesi a Boussu Bois.
Egidio Pasuch




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