Alpinista grave sulla Tofana di Rozes, giornate intense per il soccorso alpino tra Marmarole e Tre Cime

Redazione | 04 settembre 2026 alle 21:55 | 0 commenti

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Tra il 3 e il 4 settembre gli equipaggi dell’elisoccorso e le squadre a terra sono intervenuti per numerosi episodi in montagna: un alpinista di Biella è precipitato ed è grave sullo Spigolo Zero, mentre più cordate sono state recuperate in quota tra Marmarole, Tofana e Tre Cime di Lavaredo

Due giornate di intensa attività per il soccorso alpino nel Bellunese, tra il 3 e il 4 settembre, con interventi che hanno interessato le Marmarole, la Tofana di Rozes, le Tre Cime di Lavaredo e diversi altri sentieri della zona.

L’ESCURSIONISTA COLPITO DA UN MASSO SULLE MARMAROLE

Attorno alle 13.15 di mercoledì 3 settembre la Centrale del 118 è stata attivata per un escursionista investito da un masso in un canale sulle Marmarole. Un 81enne di Domegge di Cadore, mentre percorreva il sentiero del Pastore che taglia il Ciastelin sopra il Rifugio Baion, era stato colpito di lato da un masso rotolatogli addosso, riportando un trauma costale e contusioni alle gambe. Individuato il punto in cui l’infortunato si trovava assieme a un amico, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha verricellato il tecnico di elisoccorso e il medico, che gli hanno prestato le prime cure. Issato a bordo con un verricello di 15 metri, l’uomo è stato trasportato all’ospedale di Belluno. Il compagno è rientrato a valle in autonomia.

LA CORDATA AUSTRIACA SULLA TOFANA DI ROZES

Verso le 13.30 dello stesso giorno è scattato un secondo allarme per una cordata bloccata a 2.900 metri lungo la Via Eötvös-Dimai, sulla Tofana di Rozes, a Cortina d’Ampezzo. I due alpinisti austriaci, incapaci di proseguire lungo il tracciato, sono stati individuati dall’equipaggio di Falco 2 e recuperati dal tecnico di elisoccorso, avvicinato alla parete con un verricello di 50 metri. Gli scalatori, illesi, sono stati lasciati al Rifugio Dibona.

IL BIVACCO E IL RECUPERO SULLE TRE CIME DI LAVAREDO

La sera del 3 settembre, poco prima delle 20, due alpinisti polacchi hanno contattato la Centrale del 118 poiché in difficoltà sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. L’elicottero di Treviso Emergenza, intervenuto in loro aiuto, ha tentato di avvicinarsi, ma le forti raffiche di vento ne hanno precluso l’operatività. In contatto telefonico con gli scalatori, il tecnico di Centrale ha verificato la possibilità di bivaccare in parete, indicando un punto di riparo per la notte, in attesa di valutare alle prime luci l’eventuale necessità di soccorso. La mattina del 4 settembre, ricevuta conferma che i due necessitavano ancora di supporto, alle 7.30 è decollato Falco 2, che li ha individuati sulla Cengia circolare poco sotto la cima. I due alpinisti sono stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Sbarcati al Rifugio Lavaredo per un controllo sanitario, uno dei due ha riferito all’equipaggio di essere volato 25 metri il giorno precedente durante la scalata dello Spigolo Dibona: con probabili contusioni alla schiena, è stato trasportato all’ospedale di Belluno per i controlli del caso.

I TRE ALPINISTI CANADESI E L’ESCURSIONISTA POLACCA

Sempre nella serata del 3 settembre, attorno alle 21, la Centrale del 118 ha iniziato a ricevere segnalazioni di luci provenienti dalla Tofana, riferite dal gestore del Rifugio Dibona e da altri testimoni che temevano si trattasse di richieste di aiuto. Il Soccorso alpino di Cortina si era recato sul posto senza più scorgerle, salvo ricevere conferma verso le 21.45, quando i Vigili del Fuoco avevano informato il Suem della ricezione di un messaggio d’allarme Garmin con coordinate in quota. Di rientro da Auronzo, l’eliambulanza di Treviso è quindi volata verso la cima, individuando tre alpinisti canadesi bloccati sugli ultimi tiri del Primo Spigolo alla Tofana di Rozes. I tre sono stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri: due erano illesi, mentre la terza, una ragazza, si era fatta male a una caviglia. Verso l’una meno un quarto, tutti e tre sono stati lasciati in piazzola al Codivilla, dove era già presente in supporto una squadra del Soccorso alpino, salita poco prima a recuperare un’escursionista polacca che si era fatta male a un piede scendendo dal Rifugio Vandelli. Raggiunta in fondo alle scalette, la donna era stata immobilizzata e caricata in barella, quindi trasportata a valle assieme al compagno e condotta, alle 23, in ospedale.

GRAVE ALPINISTA PRECIPITATO SULLA TOFANA DI ROZES

Sono gravi le condizioni di un alpinista di Biella precipitato per una ventina di metri dallo Spigolo Zero, via di arrampicata sul primo Pilastro della Tofana di Rozes. Verso le 12.10 di giovedì 4 settembre la Centrale del 118 è stata contattata da una guida alpina che si trovava sullo stesso itinerario, allarme cui si era aggiunta la segnalazione di una persona che dal ghiaione sottostante aveva sentito urla di aiuto provenire dalla parete. Primo di cordata, il 68enne di Occhieppo Inferiore era volato per una ventina di metri, impattando sulla roccia, rompendo il caschetto nell’urto e restando a testa in giù privo di coscienza. Raggiunto dalla guida alpina, che lo ha sollevato e raddrizzato, l’alpinista è stato preso in carico dal medico di Falco 1, calato sull’infortunato dal tecnico di elisoccorso dopo aver attrezzato un apposito ancoraggio. Prestate le prime cure e stabilizzato, il rocciatore è stato issato a bordo con un verricello di 60 metri; con le stesse modalità è stata recuperata anche la compagna. Il ferito, con un possibile grave trauma cranico, è stato trasportato all’ospedale di Treviso.

GLI ALTRI INTERVENTI DELLA GIORNATA

Numerosi anche gli altri interventi registrati giovedì 4 settembre. Poco prima delle 13 il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per un’escursionista che si era fatta male alla spalla lungo il sentiero del Col dei Bos: si tratta di una donna olandese di 59 anni, raggiunta dai soccorritori della Guardia di Finanza, che l’hanno trasportata al Codivilla assieme alla persona che era con lei. Una seconda squadra è intervenuta all’altezza dei ruderi della Grande Guerra, nella zona del Faloria, dove un turista ungherese, in difficoltà e agitazione per essersi trovato fuori dal sentiero 212 in un punto di terreno instabile, è stato raggiunto e riaccompagnato a valle. Falco 2 è volato inoltre sul sentiero Bonacossa, sui Cadini di Misurina, per un escursionista israeliano di 43 anni, che non riusciva più a proseguire per uno stiramento al polpaccio: sbarcato in hovering, il tecnico di elisoccorso lo ha issato a bordo assieme al medico dell’equipe, che lo ha poi trasportato all’ospedale di Belluno. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo è infine intervenuta in supporto all’ambulanza per un incidente ciclistico: partiti in due in mountain bike da Misurina, passando per Col de Varda e Rifugio Città di Carpi, uno dei due ciclisti tedeschi era caduto a terra scendendo per la Val d’Onge, sbattendo un gomito. I due avevano proseguito a piedi fino al Cason de la Crosera, dove sono stati raggiunti dai soccorritori.

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