Un Caffi in comodato al Museo Civico di Belluno

Redazione | 04 settembre 2026 alle 22:05 | 0 commenti

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Da oggi l’opera è esposta nella sala dedicata all’artista. Il sindaco De Pellegrin: “Le collezioni civiche crescono anche grazie alla generosità dei cittadini”

Una nuova opera di Ippolito Caffi entra, seppure temporaneamente, nel percorso espositivo del Museo Civico di Belluno. Da oggi è visibile al pubblico, nella sala dedicata al pittore bellunese, la “Veduta di Belluno”, olio su tela di proprietà privata concesso in comodato gratuito al Comune per sei mesi.

IL PRESTITO

Il prestito consentirà di arricchire, in occasione anche del 160° anniversario della morte di Ippolito Caffi, il nucleo di opere dedicate a uno dei maggiori interpreti del vedutismo ottocentesco e tra gli artisti più strettamente legati alla città. “Questo prestito racconta ancora una volta il rapporto profondo che esiste tra il nostro museo e la città”, sottolinea il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin. “Le collezioni civiche non sono qualcosa di distante dalla comunità, ma sono cresciute nel tempo anche grazie alle persone, alle famiglie e ai cittadini che hanno scelto di donare, affidare o mettere temporaneamente a disposizione beni di loro proprietà. È un patrimonio costruito insieme, nel quale Belluno può riconoscere anche una parte della propria storia”.

IL DIPINTO

Il dipinto, delle dimensioni di 37,5 per 56,5 centimetri compresa la cornice, era stato mostrato per la prima volta al pubblico il 15 luglio scorso, in occasione della conferenza “Ippolito Caffi e Belluno: dalle collezioni al museo”, tenuta al Museo Civico dal professor Massimo De Grassi, dell’Università degli Studi di Trieste. Proprio l’interesse suscitato dall’opera in quell’occasione ha portato il proprietario a proporne successivamente il comodato gratuito al Comune. Da oggi e per i prossimi sei mesi, la “Veduta di Belluno” può quindi essere ammirata nella sala del Museo Civico dedicata a Caffi, dove sono già conservate ed esposte diverse opere dell’artista, tra cui altre due vedute della città e alcuni lavori dedicati a Venezia. Ulteriori testimonianze, in particolare disegni, fanno parte delle collezioni civiche e sono custodite nei depositi per ragioni conservative.

IL RUOLO DEI PRIVATI

Non si tratta del primo caso in cui un privato cittadino mette a disposizione del Museo Civico un’opera della propria collezione. Donazioni, lasciti e prestiti hanno contribuito nel tempo ad arricchire il patrimonio culturale conservato e valorizzato dal Comune e rappresentano ancora oggi una possibilità concreta per chi custodisce opere o materiali di interesse storico e artistico e desidera renderli fruibili dalla collettività. Chi possiede beni che ritiene possano avere un interesse per la storia e la cultura del territorio può rivolgersi al Museo Civico, che valuta ogni proposta sotto il profilo scientifico e conservativo.

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