Renato De Fanti non è più tra noi da dodici anni. In mezzo secolo di attività per il nostro sodalizio è stato un esponente autorevole prima dell’Associazione Emigranti Bellunesi, poi dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Egli vi profuse energia, capacità relazionale e spirito pionieristico che lo videro agire, assieme ad altri dirigenti della prima ora, affinché la nostra associazione prosperasse grazie al sorgere di numerose Famiglie Bellunesi, in Italia e all’estero e tra gli ex emigranti del territorio provinciale.
Per l’Abm Renato è stato un condottiero assai propositivo, grazie anche al carattere estroverso con il quale riuscì a coinvolgere tanti amici di ogni età nella soluzione di vari problemi che riguardavano i nostri emigranti sparsi in ogni continente. Nelle terre più vicine, come in quelle oltreoceano, quando arrivava a contatto con i nostri conterranei egli portava sempre un’ondata di senso di appartenenza al Paese d’origine che riaccendeva quello dei suoi interlocutori.
Sin dal primo approccio con l’altro, Renato sapeva sprigionare una buona dose di empatia che metteva subito a suo agio l’interlocutore. Egli aveva saputo come interloquire intelligentemente con i discendenti dei nostri emigranti che per troppo tempo erano stati dimenticati dalla terra d’origine dei loro avi. Nei suoi molteplici viaggi in giro per il mondo, quale rappresentante ufficiale dell’Abm, nel corso del tempo Renato seppe farsi molti amici che in lui riconoscevano la nostra associazione e si sentivano accolti tra le nostre file con senso di amicizia.
Renato non fu solo figura di spicco dell’Abm. Fu un pubblico amministratore di lungo corso: sui banchi di Comune di Limana, Comunità Montana Bellunese e Provincia, dove operò per una vita, egli mise sempre in campo esuberanza, entusiasmo e impegno civico dimostrando così che cosa significhi lo “spirito di servizio” che dovrebbe animare chiunque impersona un ruolo istituzionale a beneficio della collettività.
La sua lunga e brillante carriera di consigliere, assessore e sindaco testimonia che, in un Paese democratico, l’essere più volte rieletto significa che i suoi amministrati ne riconoscono il lavoro per il bene della comunità rinnovandogli più volte la fiducia.
Nell’agire con efficacia a favore della nostra montagna egli usò gli strumenti dell’amore per la sua terra e dell’umiltà. Renato si è sempre battuto con tenacia nella tutela del territorio montano di casa nostra. In fatto di umiltà vale per tutte una simpatica affermazione che egli soleva ripetere con ironia: «Se proprio volete identificarmi, fatelo ricordando che sono il segretario della Latteria di Villa di Limana».
Renato amava il Bellunese, dove si spese molto nel settore primario. Selvicoltura, agricoltura in quota, zootecnia furono i capisaldi della sua azione politico-amministrativa: infatti la montagna si salva solo agevolando la permanenza degli insediamenti umani e del relativo sistema produttivo. E lui ci credette sempre, sino in fondo. Perché era un entusiasta che non mollava mai.
A dodici anni dalla sua dipartita Renato sarà ancora una volta ricordato quando, il prossimo 3 agosto, la “sua” Limana gli intitolerà una sala di quel municipio che egli frequentò con profitto per molti anni. L’iniziativa dell’amministazione comunale sarà sorretta anche dalla contemporanea pubblicazione di un opuscolo che raccoglierà gli scritti testimoniali di chi, Abm compresa, ha voluto rendergli omaggio in tal modo con un testo dedicato alla sua memoria.
Dino Bridda



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