26 giugno 1945, San Francisco. Nasce con queste parole l’ONU: «Noi popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, [riaffermiamo] la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole…».
A distanza di 81 anni con grande amarezza capiamo che troppo spesso le parole non trovano applicazione nei fatti. La Storia insegna che l’uomo è il primo traditore di se stesso in spregio della Carta dell’ONU, dei vari trattati internazionali e delle Costituzioni dei Paesi a regime democratico.
Creano sconcerto le prime parole del preambolo dove si afferma di voler “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Quante volte, dal 1945 a tutt’oggi, tale affermazione è stata violata a tal punto da considerare l’inerme ONU un’istituzione inutile e priva di autorevolezza? Quante volte, sempre negli ultimi 80 anni, varie Costituzioni degli Stati membri sono state misconosciute dagli stessi per propri interessi economici e politici aprendo la strada a interventi armati? Subito dopo, però, si ammette che le guerre del Novecento hanno portato “indicibili afflizioni all’umanità”, perciò vanno bandite dalla vita quotidiana e dalle sorti della contemporaneità per non rinnovare lutti, distruzioni, massacri e quant’altro di peggio.
È chiaro che non occorre andare tanto indietro nel tempo per trovare riscontro a quanto detto sin qui, perché oggi è sotto gli occhi di tutti noi un variegato teatro di guerra in decine di luoghi del globo. Chi aveva applaudito alla Carta dell’ONU e alla seguente Dichiarazione universale dei diritti umani del 10 dicembre 1948 continua a vivere un’esistenza travagliata nella quale si sente tradito ogni giorno. Nel contempo milioni di cittadini innocenti sono sotto scacco di missili e droni il cui impiego è giustificato da numerevoli menzogne di Stato pronunciate a varie latitudini.
Nella seconda parte del citato preambolo ogni speranza di trionfo dei diritti fondamentali dell’uomo è vanificata, mentre altre parole seguenti sono ogni giorno calpestate. Infatti oggi dove stanno dignità e valore della persona umana [ed] eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole?
Chi scrisse la Carta dell’ONU lo fece di certo in buona fede, spinto anche dagli orrori di una guerra appena finita, ma senza immaginare che quella Carta si sarebbe poi scolorita sempre più e con essa i suoi nobili principi. In ottant’anni siamo riusciti a tornare indietro sino all’aberrazione di guerre, persecuzioni e genocidi del Novecento. Siamo progrediti, ahimè, solo nel campo tecnologico, ma siamo regrediti quanto a rispetto dell’uomo!
Torna oggi di attualità la “Lettera ai Capi dei popoli belligeranti” del 1° agosto 1917, in piena Grande Guerra, con la quale papa Benedetto XV implorò di giungere quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage.
Di una nuova e sciagurata inutile strage sono vittime uomini, donne, bambini, vecchi, soldati, compresi decine di nostri connazionali che nelle città del Medio Oriente avevano trovato risposta positiva alle loro aspettative di emigranti grazie alla dignità del loro lavoro. Poi arriva un drone ed in pochi secondi tanti sogni si spezzano…! Speriamo che ciò non accada.



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