L’analisi dei dati Istat comunali mese per mese mostra il picco del 2020, l’anno della pandemia, un progressivo assestamento negli anni successivi e un quadro demografico segnato dal peso crescente degli ultra ottantacinquenni
I dati Istat sui decessi registrati nei 60 comuni della provincia di Belluno tra il 2017 e i primi mesi del 2026 restituiscono un quadro in cui il 2020 segna il punto più alto della serie storica, seguito da un progressivo riassestamento negli anni più recenti.
L’ANDAMENTO ANNUALE
Nel 2017 i decessi complessivi in provincia sono stati 2.685, con un lieve calo nei due anni successivi: 2.597 nel 2018 e 2.582 nel 2019. Il 2020, anno segnato dalla pandemia di Covid-19, ha fatto registrare un’impennata a 2.947 decessi, il valore più alto dell’intero periodo considerato, con un picco marcato nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Negli anni successivi il numero è tornato progressivamente a scendere: 2.664 nel 2021, 2.824 nel 2022, 2.487 nel 2023, 2.558 nel 2024 e 2.553 nel 2025. Per il 2026 i dati Istat disponibili coprono i primi sei mesi dell’anno, con un totale di 1.201 decessi da gennaio a giugno, inferiore rispetto allo stesso periodo di ciascuno degli anni precedenti della serie, che nel semestre gennaio-giugno avevano oscillato tra i 1.240 del 2023 e i 1.433 del 2017.
LA STAGIONALITÀ
L’analisi mese per mese conferma una tendenza ricorrente: i decessi risultano generalmente più numerosi nei mesi invernali, in particolare a gennaio, e più contenuti tra giugno e settembre. Il 2020 rappresenta un’eccezione significativa, con un’impennata concentrata nell’ultimo trimestre dell’anno, quando si sono registrati rispettivamente 267, 325 e 363 decessi nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, valori nettamente superiori alla media degli altri anni della serie.
IL CONFRONTO TRA I COMUNI
Il confronto tra i 60 comuni della provincia conferma una distribuzione legata in larga parte al peso demografico dei singoli territori. Belluno resta il comune con il maggior numero di decessi, passati da 476 nel 2024 a 488 nel 2025, seguito da Feltre, che nello stesso periodo è passata da 229 a 235 decessi. Al terzo posto si colloca Borgo Valbelluna, dove i decessi sono saliti da 147 a 175. Seguono, con numeri più contenuti, Sedico (da 115 a 102), Ponte nelle Alpi (da 97 a 91), Alpago (da 78 a 91) e Cortina d’Ampezzo, che ha fatto segnare un incremento da 68 a 84 decessi tra il 2024 e il 2025. Tra gli altri comuni con un numero significativo di decessi figurano Longarone (da 72 a 78), Santa Giustina (stabile a 67), Pedavena (da 74 a 58) e Agordo (da 58 a 53). Nei primi sei mesi del 2026 i comuni più popolosi mantengono la stessa gerarchia, con Belluno a quota 207 decessi, Feltre a 105 e Borgo Valbelluna a 91.
LE FASCE D’ETÀ: IL PESO CRESCENTE DEGLI OVER 85
L’analisi per classi d’età mostra come la quota di decessi tra gli ultra ottantacinquenni sia costantemente la più consistente e, negli ultimi anni, anche in leggera crescita in termini percentuali. Nel 2017 questa fascia rappresentava il 48,6% del totale dei decessi provinciali; la quota è rimasta sostanzialmente stabile fino al 2022, per poi salire al 50,7% nel 2025 e al 54,5% nei primi sei mesi del 2026. La fascia 75-84 anni si è invece mantenuta più costante nel tempo, oscillando tra il 27,5% del 2019 e il 29,7% del 2023, mentre la quota degli over 85 nel 2026 rimane la più alta dell’intera serie storica.
Diverso l’andamento della fascia 65-74 anni, che mostra una tendenza opposta: dal 14,4% del 2018 la sua incidenza è progressivamente scesa, fino al 12,4% nel 2024, all’11,2% nel 2025 e al 10,2% nei primi sei mesi del 2026. In termini assoluti, i decessi in questa fascia sono passati da 373 nel 2018 a 286 nel 2025, il valore più basso dell’intero periodo considerato.
Nel complesso, la distribuzione per età conferma che oltre tre decessi su quattro, in provincia di Belluno, riguardano persone che hanno superato i 75 anni: una proporzione che si è mantenuta stabile lungo tutto il decennio, con un peso crescente della fascia più anziana negli anni più recenti.
I DECESSI SOTTO I 65 ANNI
I decessi sotto i 65 anni rappresentano invece una quota contenuta e sostanzialmente stabile del totale, oscillando tra l’8,3% del 2020 e il 10,1% del 2021. In termini assoluti, sono passati da 252 nel 2017 a 217 nel 2025, con un massimo di 275 casi nel 2022. Nei primi sei mesi del 2026 la quota under 65 scende ulteriormente al 7,6% del totale provinciale, il valore più basso dell’intera serie. All’interno di questa fascia il peso maschile resta nettamente superiore: i decessi under 65 incidono per l’11-15% sul totale dei decessi maschili a seconda dell’anno, contro il 5,6-6,9% sul totale di quelli femminili, a conferma di una mortalità più precoce tra gli uomini rispetto alle donne.
IL CONFRONTO TRA UOMINI E DONNE
Sul totale dei decessi, le donne rappresentano costantemente la quota maggioritaria in provincia di Belluno, con percentuali comprese tra il 51,3% del 2023 e il 54,3% del 2018. Nel 2025 i decessi femminili sono stati 1.340 (52,5% del totale) contro 1.213 maschili (47,5%), un rapporto che riflette la maggiore longevità femminile e il conseguente peso delle classi d’età più avanzate, dove le donne sono più numerose. Il divario si è leggermente ridotto negli anni centrali della serie, con il 2022 e il 2023 che hanno fatto segnare le quote maschili più alte (48,5% e 48,7%), per poi tornare ad ampliarsi nel 2025 e nei primi sei mesi del 2026, quando le donne pesano per il 53,9% dei decessi complessivi.
Fonte: elaborazione su dati Istat, tavole riepilogative dei decessi comunali per mese, sesso e classe di età, anni 2017-2026.




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