Il 14 maggio, Feltre celebra con profonda devozione i suoi patroni, Santi Vittore e Corona, due figure emblematiche del cristianesimo delle origini, la cui storia mescola elementi storici, leggendari e spirituali. Il loro culto, profondamente radicato nella comunità feltrina, trova la sua massima espressione nella splendida Basilica Santuario a loro dedicata ad Anzù, sulle pendici del Monte Miesna.
Il martirio e la fede incrollabile
Le notizie storiche sui due martiri sono scarse e frammentarie, come spesso accade per i santi della Chiesa primitiva. Una delle fonti più autorevoli è L’Illustre certamen, redatta nel IV secolo da un diacono della Chiesa di Antiochia. Secondo il testo, Vittore era un soldato cristiano martirizzato in Siria nel 171 d.C., durante la persecuzione di Marco Aurelio. A seguito della sua testimonianza di fede, anche Corona, giovane moglie di un compagno d’armi, confessò la propria fede cristiana e subì un supplizio atroce.
La traslazione delle reliquie
Le reliquie dei Santi, secondo una tavoletta in piombo dei secoli VIII-IX, furono trasferite da Cipro a Venezia, per poi giungere a Feltre nel IX secolo, portate sul Monte Miesna. Una tradizione confermata anche da analisi scientifiche moderne: studi del 1981, condotti dall’Università di Padova, hanno rilevato tracce di polline di origine orientale sulle ossa, confermando l’autenticità e la provenienza delle reliquie.
Il miracolo delle vaccherelle
La leggenda locale narra che, giunto alle pendici del Miesna, il carro che trasportava i resti dei martiri si bloccò misteriosamente. Dopo inutili tentativi, fu una visione notturna di San Vittore a indicare la via: una donna di Anzù attaccò al carro due vaccherelle, che senza sforzo lo trascinarono su per il monte fino al luogo dove oggi sorge il Santuario dei Santi Martiri Vittore e Corona. L’episodio miracoloso è ancora oggi commemorato e testimoniato da impronte nella roccia visibili lungo il sentiero.
Il Santuario di Anzù: fede, arte e difesa
Il Santuario e Convento dei Santi Vittore e Corona sorge su uno sperone del Monte Miesna, a quota 344 m s.l.m., in posizione panoramica, con vista sull’intero Feltrino. Costruito tra il 1096 e il 1101, il complesso architettonico nasce come presidio religioso e militare: era parte della cortina difensiva del territorio feltrino contro la pianura trevigiana, insieme ai castelli della Rocchetta e della Chiusa.
La struttura, oltre al valore strategico, svolgeva una funzione spirituale di protezione del territorio, affidata al santo martire e soldato Vittore. Oggi, dal poggio del Santuario si gode una vista spettacolare sul Piave, sul Grappa, sull’antica città murata di Feltre e sulle maestose Vette Feltrine, che incorniciano la valle con il loro fascino predolomitico.
Conclusione
Tra documenti antichi, miracoli tramandati e verifiche scientifiche, il culto dei Santi Vittore e Corona continua a vivere nella memoria e nella devozione del popolo feltrino. Il Santuario di Anzù, luogo di pellegrinaggio e spiritualità, rappresenta non solo un simbolo religioso, ma anche un prezioso patrimonio artistico e storico che racconta l’identità profonda della città di Feltre.




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