Il giorno in cui un bellunese divenne Papa: come si svolse l’elezione di Albino Luciani nel 1978

Marco Crepaz | 28 aprile 2025 alle 21:54 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti
Condividi con un amico:

Mercoledì 7 maggio 2025 si aprirà in Vaticano il conclave che dovrà eleggere il successore di Papa Francesco, scomparso nei giorni scorsi. L’evento, atteso da milioni di fedeli in tutto il mondo, riporta alla memoria un altro momento cruciale nella storia della Chiesa: l’elezione, nel 1978, di Albino Luciani, il Pontefice bellunese che prese il nome di Giovanni Paolo I.

Il contesto del 1978

Dopo la morte di Papa Paolo VI, avvenuta il 6 agosto, 111 cardinali da ogni parte del mondo si riunirono nella Cappella Sistina per scegliere il nuovo Vescovo di Roma. Il clima era di profonda incertezza: la Chiesa si trovava a dover affrontare sfide culturali e sociali nuove e complesse.

Un’elezione rapida e sorprendente

Il conclave si aprì il 25 agosto e si concluse il giorno successivo: bastarono infatti quattro scrutini per raggiungere l’accordo. Albino Luciani, Patriarca di Venezia, uomo di profonda fede e umiltà, non era tra i principali favoriti. Tuttavia, proprio la sua capacità di unire il rigore dottrinale alla semplicità evangelica conquistò rapidamente il consenso dei cardinali elettori.

Alle 18.24 del 26 agosto 1978, il fumo bianco salì dalla Sistina. Nonostante inizialmente la fumata apparisse grigiastra, scatenando qualche attimo di incertezza tra la folla radunata in Piazza San Pietro, ben presto fu chiaro: il Papa era stato eletto. Quando il cardinale protodiacono Pericle Felici annunciò l’«Habemus Papam», il nome di Albino Luciani suscitò grande sorpresa e commozione.

Per la prima volta nella storia, il nuovo Papa scelse un doppio nome: Giovanni Paolo, in omaggio ai suoi immediati predecessori Giovanni XXIII e Paolo VI.

Curiosità: caldo torrido, ventagli improvvisati e stanze spartane

Il conclave del 1978 si svolse in condizioni ambientali molto difficili. Quell’agosto romano era segnato da un caldo soffocante, con temperature che sfioravano i 40 gradi. A differenza di oggi, i cardinali non avevano a disposizione la moderna Domus Sanctae Marthae, inaugurata soltanto anni dopo: erano alloggiati in stanze anguste e poco attrezzate, molte prive di ventilazione adeguata.

Per alleviare il disagio, alcuni prelati si ingegnarono costruendo ventagli di fortuna con fogli di carta o libretti liturgici.

L’umiltà del Papa bellunese

Albino Luciani, nato a Canale d’Agordo, nelle Dolomiti bellunesi, portò in Vaticano lo spirito autentico della sua terra: semplicità, umiltà, profonda spiritualità. Quando ricevette i voti necessari, pare abbia tentato di rifiutare con umiltà, esclamando: «Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto!». Ma il richiamo al dovere ebbe la meglio.

Rinunciò alla cerimonia dell’incoronazione, scegliendo una semplice messa d’inizio pontificato. La sua breve presenza sulla Cattedra di Pietro – appena 33 giorni – fu sufficiente a lasciare un’impronta indelebile: Giovanni Paolo I divenne per tutti il “Papa del sorriso”.

Un’eredità che parla ancora oggi

Alla vigilia di un nuovo conclave, la figura di Giovanni Paolo I assume un significato particolare. Il suo stile diretto, la sua capacità di parlare al cuore delle persone, la sua fermezza nella fede unita alla tenerezza pastorale rappresentano ancora oggi un modello per la Chiesa.

Dalle montagne del Bellunese al soglio di Pietro, Albino Luciani ha saputo incarnare l’idea di un pastore umile, vicino al popolo, custode della fede e della speranza.

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *