Natalità, nuovo minimo storico: 1,14 figli per donna. I dati Istat e il quadro del Veneto

Marco Crepaz | 27 ottobre 2026 alle 17:56 | 0 commenti

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Il report Istat «Natalità e fecondità della popolazione residente» conferma il calo delle nascite: meno bambini, madri sempre più mature e famiglie che cambiano. Il Nord resta sopra la media nazionale per fecondità, ma anch’esso registra una flessione.

Nel 2025 i nati residenti in Italia sono stati 355.772, sei ogni mille abitanti. Rispetto al 2024 le nascite diminuiscono del 3,8%, circa 14mila in meno. Dal 2008, anno in cui si è registrato il massimo degli anni Duemila (oltre 576mila nati), il calo complessivo è del 38,3%, pari a oltre 220mila nascite in meno.

Il numero medio di figli per donna scende a 1,14, contro 1,18 del 2024. Il valore precedente, 1,19, risaliva al 1995. Per le donne di cittadinanza italiana il dato è 1,07, per le straniere 1,74. L’età media al parto sale a 32,7 anni; quella al primo figlio raggiunge per la prima volta i 32 anni.

L’Istat spiega la flessione in parte con la riduzione del numero di potenziali genitori, nati dagli anni Ottanta in poi, e in parte con una tendenza più bassa ad avere figli. Tra i fattori indicati figurano l’allungamento dei percorsi di istruzione, la precarietà del lavoro giovanile, le difficoltà di accesso alla casa e quelle di conciliazione tra lavoro e famiglia, oltre alla scelta di posticipare o rinunciare alla genitorialità.

LA FECONDITÀ NEL NORD E NEL NORD-EST

Il report indica che la riduzione della fecondità nel 2025 è omogenea sul territorio nazionale. Il Nord passa da 1,19 a 1,15 figli per donna, il Mezzogiorno da 1,20 a 1,16, il Centro da 1,11 a 1,07, che resta l’area con il valore più basso.

Tra le realtà confinanti con il Veneto, la provincia autonoma di Bolzano conserva il primato nazionale con 1,54 figli per donna (1,51 nel 2024), mentre quella di Trento si attesta a 1,24. Sono le uniche due aree del Nord a collocarsi in posizione di vertice nella graduatoria.

Nel Nord l’età media al parto è di 32,8 anni, contro i 33,1 del Centro e i 32,4 del Mezzogiorno. Per quanto riguarda l’ordine di nascita, il calo dei primogeniti nel Nord è del 2,3% e quello dei secondogeniti del 4,3%, meno intenso rispetto al Mezzogiorno, dove le diminuzioni sono rispettivamente del 5,3% e del 5,5%.

I NOMI: IN VENETO LEONARDO E TOMMASO A PARI MERITO

A livello nazionale il nome maschile più scelto resta Leonardo, davanti a Edoardo e Tommaso. In Veneto, secondo l’Istat, Leonardo condivide il primato ex aequo con Tommaso. Tra le bambine Sofia è al primo posto a livello nazionale e in tutte le regioni del Nord, con le eccezioni di Bolzano, Valle d’Aosta e Trento; il Veneto rientra quindi tra le regioni in cui il nome più frequente è Sofia.

FAMIGLIE STRANIERE E COPPIE MISTE

Nel 2025 i nati da almeno un genitore straniero sono 80.442, il 22,6% del totale (80.761 nel 2024). Di questi, 49.002 hanno entrambi i genitori stranieri (-3,1%) e 31.440 sono nati da coppie miste (+4,2%). I nati da genitori italiani, pari al 77,4% del totale, diminuiscono del 4,8%.

L’incidenza di queste nascite è più alta nel Centro-Nord: nel Nord la quota complessiva di nati da almeno un genitore straniero è del 31,2%, nel Centro del 24,7%, nel Mezzogiorno del 10,0%. Considerando solo i nati da genitori entrambi stranieri, il Nord si ferma al 18,9%, contro il 13,8% della media nazionale.

NASCITE FUORI DAL MATRIMONIO

Il 44,1% dei nati nel 2025 ha genitori non coniugati (+0,9 punti percentuali sul 2024 e +24,4 sul 2008), per un totale di 156.874 nascite. Nel Nord la quota è del 43,1%; nel Centro, per la prima volta, un bambino su due nasce fuori dal matrimonio (50,1%), mentre nel Mezzogiorno si arriva al 42,3%.

Il fenomeno è più diffuso tra le madri più giovani: fino a 24 anni la quota è del 62,4%, tra i 25 e i 34 anni del 44,5%. L’Istat osserva che l’86,2% di queste nascite riguarda coppie di genitori celibi e nubili.

ISTRUZIONE ED ETÀ DELLA MATERNITÀ

Il report analizza anche la fecondità per titolo di studio. Nel 2025 le donne laureate hanno in media 1,09 figli, le diplomate 1,06, quelle con licenza media 1,58. L’età media al parto è di 34,9 anni per le laureate, 32,5 per le diplomate e 29,7 per chi ha la licenza media.

Il Nord-Est è la ripartizione che registra il valore più alto di fecondità tra le laureate: 1,13, contro 1,00 nelle Isole. Nel Centro-Nord, inoltre, la distanza tra donne con licenza media e laureate è più contenuta rispetto al Mezzogiorno.

IL DOPPIO COGNOME

Il 7,3% dei nati nel 2025 ha ricevuto il doppio cognome, paterno e materno (6,7% nel 2024). La diffusione è maggiore nel Centro-Nord: nel Nord-Est la quota è dell’8,0%, nel Nord-Ovest del 10,2%, nel Centro del 9,0%. Sud e Isole si fermano rispettivamente al 3,5% e al 4,2%. Il doppio cognome è più frequente tra i primogeniti (9,3%) e tra le coppie non coniugate (8,9% per i genitori mai coniugati), mentre tra le coppie sposate scende al 6,0%.

I PRIMI DATI DEL 2026

Nei primi sette mesi del 2026 i nati sono 196.864, circa 2mila in meno (-1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La stima provvisoria della fecondità è di 1,13 figli per donna, a indicare un calo che prosegue ma con intensità minore.

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