Escursionisti bloccati in quota: doppio salvataggio tra Cortina e il Civetta

Redazione | 30 agosto 2026 alle 22:56 | 0 commenti

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Nel pomeriggio recuperati due escursionisti sulle Cime di Fanis, in mattinata soccorsa una cordata di alpinisti polacchi sulla parete nord-ovest del Civetta

Due distinti interventi di soccorso alpino hanno impegnato oggi, domenica 30 agosto 2026, gli equipaggi dell’elisoccorso nelle Dolomiti bellunesi, tra le Cime di Fanis, sopra Cortina d’Ampezzo, e la parete del Civetta, in territorio di Alleghe.

IL RECUPERO SULLA CENGIA VERONESI

Attorno alle 17.45 la Centrale del 118 è stata contattata da una coppia di escursionisti che si trovava in cima alla Ferrata Tomaselli, sulle Cime di Fanis, impossibilitata a proseguire lungo la Cengia Veronesi. La donna, una 38enne di Bolzano, accusava affaticamento e crampi alle gambe. Individuata la posizione della coppia, è decollato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha localizzato i due escursionisti e li ha recuperati con due verricellate da 30 metri. Issati a bordo dal tecnico di elisoccorso, dopo la valutazione del personale sanitario i due sono stati lasciati al Passo Falzarego.

LA CORDATA SOCCORSA SUL CIVETTA

Poco prima delle 7 l’elicottero Falco 2 è decollato in direzione della parete nord-ovest del Civetta, dove una cordata di alpinisti polacchi, un uomo e una donna entrambi di 34 anni, si trovava in difficoltà a seguito di un infortunio occorso a lui. Una volta sul posto, l’equipaggio ha individuato la coppia di scalatori sopra lo zoccolo, all’inizio della parte più impegnativa della via, a circa 2.500 metri di altitudine. La donna, illesa, si trovava più in alto, in piedi su una cengia larga un metro, priva della corda e della possibilità di calarsi; l’uomo, che nella caduta aveva riportato un trauma alla caviglia e alcune contusioni, era seduto una trentina di metri più in basso, su un terrazzino di mezzo metro. Entrambi erano slegati e non vincolati alla roccia, con le corde recuperate e rifatte dallo stesso ferito.

Data la condizione precaria in cui si trovavano i due rocciatori, è stato deciso di procedere prima al recupero dell’infortunato, bloccato nella posizione meno stabile: issato a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 55 metri, è stato trasportato al vicino Rifugio Tissi, dove l’equipe medica gli ha prestato le prime cure. In una seconda rotazione, l’eliambulanza ha calato il soccorritore all’altezza della donna, ferma in una posizione più sicura: agganciata e verricellata a bordo, anche lei è stata portata al Tissi. L’alpinista è stato in seguito accompagnato all’ospedale di Agordo.

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