Un libretto di lavoro del Terzo Reich entra nelle collezioni del MEV: la storia del minatore Sante Moro

Redazione | 03 settembre 2026 alle 17:53 | 0 commenti

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Un libretto di lavoro emesso dal Terzo Reich nel 1944 e appartenuto al minatore vicentino Sante Moro è stato consegnato al MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta da Paolo Dalla Zuanna. Il documento arricchisce la sezione “Costruire” del museo, che rinnova l’invito ai cittadini a donare o digitalizzare testimonianze storiche familiari.

Il patrimonio documentario del MEV – Museo dell’Emigrazione Veneta si arricchisce di una nuova testimonianza storica. Si tratta di un Arbeitsbuch für Ausländer (libretto di lavoro per stranieri) emesso dal Terzo Reich il 4 aprile 1944, appartenuto a Sante Moro, originario di Valstagna, in provincia di Vicenza, e nato il 28 ottobre 1907.

Il reperto è stato consegnato al museo da Paolo Dalla Zuanna. Dalle pagine del documento emerge il percorso lavorativo di Moro, impiegato come minatore (Bergmann) presso la miniera Milada II-Schacht, gestita dalla società mineraria dei Sudeti (Sudetendländische Bergbau Aktiengesellschaft), con residenza registrata nel campo di lavoro di Karbitz, nell’odierna Repubblica Ceca.

Il documento è stato sottoposto a digitalizzazione da Giuseppe Carrera, responsabile dell’ufficio “Memoria” del MEV, ed è ora custodito all’interno della teca espositiva collocata nella sala “COSTRUIRE”.

«Questo documento rappresenta una tessera importante per comprendere le complesse vicende lavorative e umane dei nostri emigranti durante il secondo conflitto mondiale – sottolinea Giuseppe Carrera –. Offre una testimonianza diretta e tangibile delle condizioni di mobilità forzata o coatta in Europa centrale in quegli anni, arricchendo la nostra narrazione museale con dati storici puntuali».

L’appello del museo per la raccolta di documenti

Il MEV rinnova l’invito a chiunque sia in possesso di materiali storici – come libretti di lavoro, lettere, fotografie o diari legati alle vicende di emigrazione familiare – a contribuire alla salvaguardia della memoria collettiva. È possibile donare i documenti originali oppure optare per la sola digitalizzazione.

Il materiale, corredato dalla relativa storia di emigrazione, può essere inviato all’indirizzo di posta elettronica memoria@mev.museum. Per informazioni e contatti telefonici è attivo il numero +39 0437 941160.

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