La rassegna di cultura alpina e alpinistica “AlTre storie… sotto le Cime”, promossa dal Comune di Auronzo di Cadore in collaborazione con il Consorzio turistico “Tre Cime Dolomiti”, si avvia alla conclusione con il suo ultimo appuntamento. Dopo gli incontri con personaggi del calibro di Silvo Karo, Matteo Righetto, Nives Meroi, Romano Benet, Hans Kammerlander, Manolo e Marco Furlani, la manifestazione ideata da Nicola Bombassei e Luca Calvi dedica la serata conclusiva al grande alpinismo.
L’evento si terrà venerdì 28 agosto, alle ore 21:00, presso la Sala consiliare del Municipio di Auronzo di Cadore, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.
La carriera e le imprese di Catherine Destivelle
Nata ad Orano nel 1960, Catherine Destivelle si è affermata dapprima nell’arrampicata sportiva per poi dedicarsi all’alpinismo in solitaria e alle spedizioni internazionali. Il suo percorso si caratterizza per una serie di traguardi storici:
- Le grandi pareti nord: È stata la prima donna a completare in solitaria invernale l’ascensione delle tre pareti nord iconiche delle Alpi: Eiger (1992), Grandes Jorasses (1993) e Cervino (1994).
- L’arrampicata libera: Ha superato per prima gradi di difficoltà storici in libera, raggiungendo l’8a+ sulla via Chouca a Buoux.
- Il Piolet d’Or alla carriera: Nel 2020 è stata la prima atleta donna a ricevere il massimo riconoscimento alpinistico su scala globale.
L’attività culturale ed editoriale
Oltre alle imprese su roccia e ghiaccio, la scalatrice francese ha sviluppato una prolifica carriera nella divulgazione della cultura di montagna. Nel 2004 ha dato alle stampe la propria autobiografia “Ascensions”, seguita nel 2007 dal documentario “Au-delà des cimes” diretto da Rémy Tézier, opera premiata con la Genziana d’Oro al Trento Film Festival. Nel 2011 ha inoltre fondato la casa editrice Les Éditions du Mont Blanc, focalizzata sulla promozione della letteratura di montagna.
Il bilancio della rassegna
Con questo appuntamento si chiude un ciclo di incontri orientato non solo al racconto delle prestazioni sportive, ma anche alla riflessione sulla tutela del patrimonio montano. Come sottolineato dal direttore artistico Luca Calvi, l’iniziativa ha inteso proporre al pubblico testimonianze basate sulla consapevolezza e sul rispetto dell’ambiente naturale.




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