Un’immagine d’epoca degli anni ’50 immortala la bellunese Milena Tison in Venezuela con il primo figlio. La sua biografia, curata da Mara Burigo, racconta le sfide e il coraggio dell’emigrazione veneta del secondo dopoguerra.
Un ricordo fotografico dei primi anni ’50 restituisce il volto di una storia familiare che si intreccia con la grande storia dell’emigrazione italiana transoceanica. Lo scatto ritrae Milena Tison, originaria di Castion (Belluno), insieme al suo primogenito Gianni Burigo, nato a Los Teques, in Venezuela, nel febbraio del 1948.
A conservare e valorizzare questa preziosa testimonianza è il Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”, afferente all’Associazione Bellunesi nel Mondo.
La biografia «È la mia vita» e l’esperienza transoceanica
Le vicende personali di Milena sono raccolte nel volume autobiografico «È la mia vita», curato da Mara Burigo. Il libro ripercorre le tappe salienti dell’esistenza di una giovane donna cresciuta nelle campagne bellunesi che, nell’immediato secondo dopoguerra, sceglie di lasciare la propria terra d’origine per seguire il marito Mario Burigo verso il Sud America.
Dall’infanzia segnata dalle difficoltà del periodo bellico fino all’approdo in Venezuela insieme ad alcuni familiari, il racconto autobiografico offre uno spaccato autentico sulla quotidianità, sull’adattamento in un contesto sociale completamente nuovo e sul forte senso di appartenenza che ha sempre unito le comunità dei migranti bellunesi.
Una risorsa di memoria per la storia sociale dell’emigrazione
La pubblicazione, di cui il Centro Studi “Aletheia” offre approfondimenti ed estratti sulle proprie piattaforme digitali, si configura come una fonte storica di rilievo per comprendere l’impatto umano e culturale dell’esodo migratorio verso il Venezuela, meta tra le più rilevanti per i flussi in partenza dal Veneto negli anni ’40 e ’50.
La documentazione e il materiale d’archivio correlato alla figura di Milena Tison (resi disponibili per gentile concessione della curatrice Mara Burigo) sono liberamente consultabili attraverso i canali ufficiali del Centro Studi Aletheia e dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.




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