Caro carburanti, la stangata da 1,1 miliardi al mese: perché gli interventi del Governo non bastano

Marco Crepaz | 10 agosto 2026 alle 21:41 | 0 commenti

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Il continuo rialzo dei prezzi alla pompa di benzina e diesel rischia di trasformarsi in una manovra economica in sovrapprezzo per famiglie e imprese italiane. Secondo la nuova analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, mantenendo i consumi sui livelli dell’anno precedente, nel 2026 il caro carburanti comporterà una maggiore spesa di oltre 1,1 miliardi di euro ogni mese. Su scala annuale, il conto finale tocca la cifra di 13,6 miliardi di euro (+20,4%), con effetti diretti sui bilanci domestici e sulla competitività delle attività produttive.

L’efficienza dei sostegni e il nodo delle risorse Dallo scoppio delle recenti tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, i prezzi del carburante in modalità self-service si sono attestati attorno ai 2,00 euro al litro per la benzina e ai 2,10 euro per il gasolio, segnando rincari rispettivamente del +19,3% e del +21,5%.

Le misure finora introdotte dall’esecutivo contano stanziamenti per oltre 7,3 miliardi di euro sul fronte energetico globale (di cui 2,35 miliardi destinati al taglio delle accise sui carburanti). Tuttavia, questa dote copre circa un quarto dei 29 miliardi di costi complessivi stimati per l’aumento di carburanti, luce e gas. Di fatto, le riduzioni delle accise varate per il 2026 hanno compensato l’effetto dei rincari per soli due mesi su dodici.

Voce di AnalisiValore / Impatto
Aumento spesa carburanti 2026+13,6 miliardi di euro (+20,4%)
Impatto medio mensile nazionale+1,138 miliardi di euro
Sostegni governativi alle accise~2,35 miliardi di euro
Regione con maggior rincaro %Basilicata (+21,6%)
Regione con maggior rincaro assolutoLombardia (+1,967 miliardi su base annua)

La mappa dei rincari sul territorio L’impatto degli aumenti risulta distribuito in modo eterogeneo lungo la penisola, penalizzando in modo particolare le regioni del Mezzogiorno in termini percentuali:

  • Basilicata: registra il rialzo relativo più marcato (+21,6%), con un aggravio di 9,8 milioni al mese.
  • Campania e Puglia: seguono con un incremento del +21,3%, corrispondente a una maggiore spesa mensile rispettivamente di 89 e quasi 70 milioni di euro.
  • Lombardia e Nord-Ovest: pur registrando percentuali leggermente inferiori (+19,5%), la Lombardia assorbe la quota più alta in termini assoluti, sfiorando i 2 miliardi di euro di costi aggiuntivi all’anno.

Il dibattito sulle coperture: nuovo debito o taglio agli sprechi? Per fronteggiare l’emergenza, il Governo ha avviato l’interlocuzione con Bruxelles per ottenere l’attivazione della clausola di salvaguardia all’interno del Patto di Stabilità. L’eventuale via libera libererebbe circa 14,5 miliardi di euro in tre anni, destinati anche alla transizione ecologica e al contrasto del caro energia, finanziati però tramite un aumento del debito pubblico.

L’Ufficio Studi della CGIA solleva al riguardo una riflessione di politica economica: a fronte di una spesa pubblica statale (al netto degli interessi) che nel 2026 toccherà la quota di quasi 1.090 miliardi di euro, una spending review mirata anche solo all’1% permetterebbe di ricavare circa 11 miliardi di euro. Tale disponibilità consentirebbe di calmierare i prezzi di carburanti e bollette riducendo gli sprechi amministrativi, senza dover fare ulteriore ricorso al deficit o intaccare le risorse destinate allo stato sociale.

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