Le radici migratorie della Repubblica: Toni Ricciardi presenta il suo ultimo saggio al MEV di Belluno

Redazione | 22 ottobre 2026 alle 14:44 | 0 commenti

Tempo di lettura: 2 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

Durante la presentazione del volume Una repubblica fondata sull’emigrazione. Marcinelle: storia e simbolo, lo storico Toni Ricciardi ha evidenziato come i flussi migratori abbiano rappresentato una componente strutturale e non marginale nella costruzione politica ed economica della democrazia italiana.

Venerdì 16 ottobre, presso la sala del Museo dell’Emigrazione Veneta (MEV), alla presenza della cittadinanza e dei vertici dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, lo storico delle migrazioni dell’Università di Ginevra Toni Ricciardi ha presentato il suo ultimo libro, Una repubblica fondata sull’emigrazione. Marcinelle: storia e simbolo. L’incontro, moderato da Patrizia Burigo, presidente del Comitato di gestione della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, ha aperto ufficialmente il ciclo di appuntamenti “Orizzonti di confine”.

La tesi centrale: l’emigrazione come scelta politica e strutturale

Nel corso del suo intervento, Ricciardi ha esposto il nucleo concettuale della sua ricerca, offrendo una lettura rigorosa del fenomeno migratorio italiano nel secondo dopoguerra.

«L’emigrazione non fu solo una conseguenza della povertà e della disoccupazione del dopoguerra, bensì anche una componente strutturale del progetto politico, economico e internazionale della nuova Repubblica», ha spiegato lo storico. Analizzando la contemporaneità tra i passaggi istituzionali del 1946 — dal referendum istituzionale agli accordi bilaterali per la fornitura di manodopera in cambio di carbone — Ricciardi ha rimarcato la singolarità di quel tornante storico: «Esattamente due giorni prima della prima seduta dell’Assemblea Costituente, l’Italia sigla un accordo con il Belgio: 50.000 minatori in cambio di carbone».

Il rapporto con la Costituzione e la memoria collettiva

Il saggio pone l’accento sulla particolarità del caso italiano rispetto ad altre democrazie occidentali, evidenziando come la questione migratoria sia stata recepita direttamente all’interno della carta fondamentale dello Stato.

Come sottolineato dall’autore durante la presentazione, «non esiste costituzione di un paese democratico al mondo che abbia avvertito l’esigenza, come l’Italia, di dover sancire e scrivere nella carta fondante i nuovi principi», inserendo nell’articolo 35 (terza parte dedicata ai rapporti economici) il riconoscimento e la tutela della libertà di emigrazione.

L’incontro al MEV ha così offerto un momento di profonda riflessione storiografica, collegando le ricorrenze dei settant’anni da Marcinelle e degli ottant’anni della Repubblica alle dinamiche di lungo periodo che hanno plasmato l’identità sociale, economica e politica dell’Italia contemporanea.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Notizie correlate