«Popolazione stabile grazie alle migrazioni». In un contesto in cui cala la fecondità mentre i decessi rimangono stabili (e superiori alle nascite), gli ingressi netti dall’estero evitano la riduzione della popolazione. È quanto emerge dagli indicatori demografici dell’Istat per l’anno 2025. «L’Italia – sottolinea l’Istituto nazionale di statistica – rimane un Paese nel quale una dinamica migratoria molto positiva riesce a contrastare un ricambio naturale ampiamente negativo e nel quale la popolazione continua a invecchiare».
I numeri parlano da soli: nel 2025, a fronte di 355mila nuovi nati, i decessi sono stati 652mila. 144mila, invece, gli espatri. A sopperire al disavanzo, la mobilità internazionale in ingresso, con 440mila immigrazioni (tra stranieri in arrivo e italiani rimpatriati) in grado di riequilibrare le perdite dovute al saldo naturale negativo. Il saldo migratorio netto con l’estero, infatti, risulta positivo per 296mila unità, cifre che compensano quasi completamente il disavanzo naturale di circa 297mila soggetti.
Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente è pari a 58 milioni 943 mila individui, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (perdita di sole 636 unità). Gli stranieri residenti sono 5 milioni 560 mila, mentre i cittadini italiani sono 53 milioni 383 mila.
Nel Bellunese, i residenti sono 197.600, di cui 184.100 italiani e 13.500 stranieri. Nel 2025 i decessi sono stati 2.600, le nascite 1.100. Il tasso di natalità (ossia il numero di nascite ogni mille abitanti) è del 5,3 per mille, mentre il tasso di mortalità risulta pari al 12,9 per mille, il secondo più alto in Veneto dopo Rovigo (13,2). La differenza è solo in parte colmata da un tasso migratorio netto con l’estero (la differenza tra chi entra in provincia dall’estero e chi esce verso l’estero, rapportata alla popolazione media residente e moltiplicata per mille) di +4,5 per mille, leggermente inferiore alle media nazionale (+5,0). Significa che ogni mille residenti, in media arrivano 4,5 persone in più rispetto a quelle che se ne vanno, ossia – rispetto alla popolazione provinciale – circa 889 persone in ingresso dall’estero in più rispetto a quelle che verso l’estero si dirigono.




0 commenti