Il cammino dei Re. L’infinito viaggio delle reliquie dei Magi

Redazione | 10 giugno 2026 alle 15:52 | 0 commenti

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Gaspare, Melchiorre e Baldassarre erano i nomi presunti dei mitici tre Magi, sacerdoti zoroastriani, venuti da oriente a Gerusalemme guidati da una stella, allo scopo di adorare il “re dei Giudei”. Portavano in dono oro, simbolo della regalità di Gesù, incenso per la sua divinità e mirra, simbolo della sofferenza e della morte.

Una antica tradizione narra che tornarono a Gerusalemme dopo la crocifissione di Cristo e vi trovarono la morte per martirio.
Secondo un’altra consolidata tradizione, Elena, madre dell’imperatore Costantino, nel 326 avrebbe trovato i resti dei Magi che successivamente portò a Costantinopoli. Verso il 340 l’imperatore Costanzo, figlio di Costantino, li regalò al
vescovo di Milano Eustorgio che provvide a trasportarli a Milano su un carro trainato da buoi, non prima di aver racchiuso i preziosi resti in un sarcofago di marmo grezzo alto più di due metri, sarcofago ancora esistente contrassegnato dal disegno una stella cometa e dalla scritta Sepulcro trium magorum.

Arrivati a Milano, Eustorgio costruì una chiesa per contenere le preziose reliquie proprio nel punto dove i buoi, spossati dal lungo viaggio, si erano fermati. Oggi è la basilica di Sant’Eustorgio.
Ambrogio, successore di Eustorgio, regalò alla sorella maggiore Marcellina, fondatrice di un monastero a Brugherio, parte dei mignoli dei tre Magi.
Nel periodo successivo non ci sono notizie delle reliquie, fino a 1158, quando un cronista francese, Robert de Mont Saint-Michel, riferisce che furono traslate dalla basilica di Sant’Eustorgio alla Chiesa di San Giorgio, nell’attuale via Torino a Milano, per meglio proteggerle dalle incursioni di Federico Barbarossa. Nel 1162 il Barbarossa, ottenuta la resa di Milano ordinò al suo cancelliere, l’arcivescovo di Colonia, Rainald von Dassel di cercare e di portare in Germania le reliquie dei Magi a gloria dell’Impero.

Un cronista anglosassone, il prete agostiniano Guglielmo di Newbury (1136-1198) scrive che le reliquie furono trovate “compatte nelle ossa e nelle nervature e un cerchio d’oro cingeva i corpi, così da unirli l’un l’altro”. Rainald von Dassel partì da Milano accompagnato da diversi cavalieri che scortavano la cassa contenente i resti dei Magi.
Il viaggio durò parecchi giorni e la delegazione arrivò a Colonia il 23 luglio 1164 dopo aver attraversato territori alleati all’Impero: Como, Vercelli, Torino, Lucerna, Bacharach, Mainz, Coblenza, Remangen ed infine Colonia. Ancor oggi in questo tragitto rimangono testimonianze dell’importante passaggio in nomi di ristoranti, alberghi e osterie: Ai Tre re, Le Tre Corone, Alla Stella e molti altri che mantengono il ricordo delle reliquie.
L’imperatore Ottone IV di Brunswich commissionò all’orafo Nicolas de Verdun un monumentale reliquiario rivestito da lastre d’argento e rame dorato, arricchite da pietre preziose. Nel reliquiario vi sono raffigurazioni di Santi che circondano la Madonna in trono col Bambino e dei tre Magi in preghiera con Ottone IV. Il reliquiario si trova ancora nella splendida cattedrale di Colonia.

Per molti anni i milanesi Visconti, gli Sforza e molti altri richiesero la restituzione delle reliquie senza nessun esito positivo, finalmente nel 1903 il cardinale ambrosiano Andrea Ferrari riuscì a farsi consegnare due fibule, una tibia e una vertebra che furono collocate in un’urna di bronzo posta sopra l’altare dei Magi vicino all’antico sarcofago nella basilica di Sant’ Eustorgio.

Concludendo il loro lungo peregrinare, le presunte reliquie dei Magi si trovano oggi divise tra Colonia, Milano e Brugherio.

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