Un pomeriggio di tensione sul Piz Boè, nel territorio di Livinallongo del Col di Lana, in provincia di Belluno. Il 5 giugno 2026 tre giovani escursionisti tedeschi, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, sono rimasti bloccati a poca distanza dalla vetta a causa della presenza di neve sul percorso, impossibilitati a proseguire verso la cima o a tornare indietro in sicurezza.
Bloccati sul sentiero 638, scatta l’allarme nel primo pomeriggio
I tre si trovavano lungo il sentiero numero 638, uno dei tracciati che conducono alla sommità del Piz Boè, quando le condizioni del manto nevoso hanno reso impraticabile la progressione in entrambe le direzioni. L’allarme è scattato intorno alle 15.15, con la richiesta di soccorso che ha messo in moto immediatamente la macchina dei soccorsi.
L’intervento del Suem e del Soccorso alpino di Livinallongo
In risposta alla chiamata è decollato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo si è messa a disposizione come supporto a terra. La precauzione era motivata dalla presenza di nebbia in quota, che avrebbe potuto impedire o complicare l’avvicinamento dell’equipaggio ai tre escursionisti.
Prima di salire verso il punto in cui si trovavano i ragazzi, l’elicottero ha lasciato al campo base il medico e l’infermiera di bordo, alleggerendo il velivolo per affrontare le manovre ad alta quota. A circa 2.900 metri di quota, nelle coordinate indicate dagli stessi escursionisti, l’equipaggio è riuscito a individuarli.
Recupero in hovering, tutti illesi
Il recupero è avvenuto mediante una manovra in hovering: il tecnico di elisoccorso è sceso e ha provveduto a imbarcare i tre giovani uno alla volta. L’elicottero li ha quindi trasportati fino alla piazzola di atterraggio, dove sono stati affidati ai soccorritori del Soccorso alpino. Nessuno dei tre è rimasto ferito.
Neve in quota a giugno: un rischio ancora sottovalutato
L’episodio riporta l’attenzione su un pericolo ricorrente in questa stagione sulle Dolomiti: la presenza di neve residua sui sentieri d’alta quota anche nei mesi estivi. Tratti apparentemente percorribili a bassa quota possono trasformarsi in passaggi insidiosi a partire dai 2.500-3.000 metri, specialmente in assenza di attrezzatura adeguata come ramponi o piccozze. Prima di affrontare itinerari d’alta quota è consigliabile verificare le condizioni del manto nevoso con le sezioni locali del Soccorso alpino o i rifugi presenti lungo il percorso.




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