L’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale San Martino di Belluno ha ottenuto per la terza volta il rinnovo dell’accreditamento nazionale come centro di eccellenza. Il riconoscimento è conferito congiuntamente dalla Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED) e dall’Associazione Nazionale Operatori di Tecniche Endoscopiche (ANOTE).
Il percorso di certificazione, iniziato nel 2017 e successivamente rinnovato nel 2019 e nel 2023, trova oggi un’ulteriore conferma. Attualmente, nel territorio del Triveneto, sono soltanto sei le strutture sanitarie che possono vantare questo specifico attestato professionale.
I criteri della valutazione e l’ispezione
L’esito positivo giunge a seguito di una visita ispettiva condotta da una commissione esaminatrice. La valutazione ha preso in esame molteplici aspetti operativi e clinici della struttura:
- Competenze organizzative e cliniche: capacità di gestione all’interno del sistema sanitario pubblico e aderenza alle più recenti linee guida internazionali.
- Sicurezza delle procedure: protocolli rigorosi di tracciabilità e sterilizzazione degli strumenti.
- Aggiornamento continuo: formazione costante del personale e ammodernamento tecnologico delle apparecchiature.
- Orientamento al paziente: percorsi assistenziali strutturati per garantire il continuo miglioramento delle prestazioni.
Il processo di adeguamento e mantenimento degli standard ha coinvolto l’intera équipe del reparto — medici, infermieri, personale amministrativo e operatori socio-sanitari — sotto la guida del direttore dell’unità, Bastianello Germanà, e della coordinatrice infermieristica, Cristina Ferraro.
Dotazioni tecnologiche e intelligenza artificiale
La dotazione strumentale del reparto include endoscopi ad alta definizione e magnificazione d’immagine con colorazione elettronica, dispositivi che agevolano la diagnosi precoce delle lesioni neoplastiche del tubo digerente. A queste si affiancano tecniche operatorie mininvasive e sistemi informatici per la gestione integrata della cartella clinica, che integrano immagini e filmati per la tracciabilità dei processi.
Tra le innovazioni adottate figura inoltre l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla colonscopia, supporto tecnologico impiegato per individuare e caratterizzare anche le lesioni di minori dimensioni, al fine di orientare la scelta terapeutica più idonea.
L’attività clinica e i volumi di lavoro
I dati relativi all’anno 2025 evidenziano il volume di attività svolto dalla struttura dell’Ospedale San Martino. Nel corso dei dodici mesi sono state erogate quasi 20.000 prestazioni, in prevalenza esami endoscopici; circa la metà di queste procedure ha comportato un intervento di tipo terapeutico o curativo contestualmente all’esecuzione dell’esame.
Per quanto riguarda il regime di ricovero, sono stati registrati circa 350 accessi dedicati alle principali patologie dell’apparato digerente. Tra le cause più frequenti si segnalano le emorragie digestive, le pancreatiti acute, la calcolosi delle vie biliari e le neoplasie, con una prevalenza per quelle pancreatiche.




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