I Carabinieri del Comando Provinciale di Belluno hanno denunciato in stato di libertà cinque persone nelle ultime settimane, identificate nel corso di operazioni di controllo del territorio e di indagini telematiche e finanziarie. I reati contestati riguardano diverse tipologie di truffa, con vittime prevalentemente anziane, compiute in vari comuni della provincia.
Il “finto maresciallo” e il ruolo del 112
Tra gli schemi più frequentemente rilevati figura la truffa del falso appartenente alle forze dell’ordine. Il meccanismo è consolidato: un individuo contatta telefonicamente la vittima spacciandosi per un maresciallo dei Carabinieri, riferendo di indagini urgenti legate a un incidente o a una rapina che coinvolgerebbe un familiare. Sfruttando il disorientamento della persona, anticipa poi l’arrivo di un incaricato in borghese per ritirare denaro o gioielli, presentati come necessari a risolvere la situazione.
In due distinte operazioni, le segnalazioni tempestive delle vittime al numero di emergenza 112 hanno permesso ai militari di intervenire rapidamente. Nel primo caso, una pattuglia della Sezione Operativa e Radiomobile della Compagnia di Belluno ha intercettato e bloccato il veicolo di un soggetto originario di Napoli che, dopo aver tentato il colpo, stava allontanandosi dalla provincia. L’uomo era in possesso di un taccuino con gli indirizzi delle persone contattate dai complici.
In un secondo episodio, la descrizione precisa fornita da un’altra vittima ha consentito alle pattuglie di rintracciare un secondo individuo nei pressi di una stazione ferroviaria. L’uomo si era recato a casa della vittima con un taxi presentandosi come falso carabiniere. Determinante si è rivelata anche la segnalazione del tassista.
Un terzo caso ha visto una donna consegnare i propri gioielli a un truffatore. Subito dopo, la vittima ha contattato il 112 fornendo la targa dell’autovettura: il veicolo è stato rintracciato dalla Polizia di Stato a Valmontone, in provincia di Roma, e il soggetto è stato fermato e denunciato.
Frodi telematiche: dal “finto figlio” alla vendita di ricambi inesistenti
L’attività investigativa ha riguardato anche le truffe perpetrate attraverso strumenti digitali. I militari hanno identificato l’autore della cosiddetta truffa del “finto figlio”: la vittima era stata indotta a ricaricare una carta prepagata per quasi 1.000 euro, convinta di rispondere a una richiesta di aiuto urgente da parte di un proprio caro.
È stato denunciato anche un soggetto con precedenti specifici che, fingendo di vendere ricambi auto su una piattaforma online, aveva incassato oltre 4.600 euro tramite bonifico senza mai consegnare la merce. Infine, un ulteriore individuo è stato smascherato dopo essersi spacciato per titolare di un’agenzia di investigazioni private, ottenendo bonifici e vaglia postali per oltre 1.400 euro senza mai fornire alcuna prestazione.
I consigli dei Carabinieri
Il Comando Provinciale ribadisce che nessun appartenente all’Arma, a qualsiasi altra forza di polizia o ente pubblico chiederà mai la consegna di denaro contante, gioielli o altri beni di valore. In presenza di telefonate sospette o di richieste di denaro legate a presunte emergenze familiari, il consiglio è di interrompere la comunicazione e chiamare immediatamente il 112.


0 commenti