Si è conclusa con un’ampia partecipazione di aziende la fase di ricezione delle offerte per il bando di gara della Variante di Longarone. L’opera, inserita nel Piano Complessivo delle Opere Olimpiche per i Giochi di Milano Cortina 2026, rappresenta uno degli interventi infrastrutturali più imponenti e attesi per il territorio bellunese, con un quadro economico complessivo che sfiora i 439 milioni di euro.
L’appalto integrato, che comprende sia la progettazione esecutiva che l’esecuzione dei lavori, segna un punto di svolta per la viabilità verso l’Alto Bellunese. Come sottolineato dall’Architetto Fabio Saldini, Commissario di Governo e AD di SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026), l’infrastruttura non è solo funzionale all’evento a cinque cerchi, ma si configura come una vera e propria eredità duratura per la mobilità nazionale e locale.
Il progetto: 11,6 chilometri per aggirare il traffico
L’obiettivo primario dell’intervento è deviare il flusso di veicoli che attualmente attraversa i centri abitati di Longarone e Castellavazzo, migliorando drasticamente la sicurezza stradale e la fluidità lungo la Statale 51 di Alemagna.
Il nuovo tracciato si estenderà per circa 11,6 chilometri, sviluppandosi interamente sulla destra idraulica del fiume Piave. Il percorso inizierà in corrispondenza del nodo tra l’autostrada A27 e la SS 51, nei pressi dello svincolo di Soverzene, per ricongiungersi con l’attuale statale a nord di Castellavazzo.
Gallerie e viadotti: i numeri dell’opera
Il progetto si distingue per una notevole complessità ingegneristica, necessaria per superare le sfide orografiche della valle. Tra le opere previste figurano:
- Tre nuovi svincoli stradali per garantire la connessione con la viabilità esistente.
- 3.100 metri di opere d’arte, tra cui ponti e viadotti principali.
- Una galleria naturale di 1.540 metri, cuore tecnologico del nuovo tracciato.
- Interventi massicci di mitigazione ambientale, sistemi di drenaggio e riassetto delle strade locali interferite dal nuovo asse.
Un’eredità per il post-Olimpiadi
Il lavoro di SIMICO sta procedendo a ritmo serrato per garantire la “messa a terra” di un’opera attesa da decenni. La Variante di Longarone è considerata la colonna vertebrale della nuova mobilità bellunese, destinata a ridurre i tempi di percorrenza verso Cortina d’Ampezzo e, soprattutto, a restituire vivibilità e qualità dell’aria ai centri abitati storicamente congestionati dal traffico pesante e turistico.
Con la chiusura del bando e l’analisi delle numerose offerte pervenute, si entra ora nella fase tecnica di aggiudicazione, un passo decisivo verso l’apertura dei cantieri di una delle opere più costose e strategiche dell’intero piano olimpico.




0 commenti