In occasione delle festività pasquali, il Presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (ABM), Oscar De Bona, ha rivolto un messaggio ufficiale ai soci e ai corregionali residenti all’estero. La lettera, caratterizzata da un tono istituzionale e riflessivo, tocca temi centrali per la comunità migratoria: l’identità, il valore delle radici e le prospettive future del sodalizio.
Verso il sessantesimo anniversario dell’Associazione
Il 2026 si conferma un anno di particolare rilevanza per l’ABM. Nel suo discorso, De Bona ha ricordato come l’associazione si stia avvicinando al prestigioso traguardo dei sessant’anni di attività. Fondata per sostenere e mantenere vivi i legami tra la terra d’origine e chi ha cercato fortuna altrove, l’organizzazione vede in questa ricorrenza non solo un momento celebrativo, ma un simbolo di continuità generazionale.
Il Presidente ha rivolto un riconoscimento particolare al lavoro e alla dignità dimostrati dai bellunesi in ogni continente, definendo la comunità emigrante come la vera forza motrice dell’identità provinciale nel mondo.
Il nuovo Museo dell’Emigrazione Veneta
Tra le novità più significative citate nel messaggio spicca l’avanzamento del progetto relativo al nuovo Museo dell’Emigrazione Veneta. L’opera è stata descritta come un fondamentale “santuario della memoria”, concepito per dare voce e dimora storica ai sacrifici e ai successi dei veneti all’estero.
L’obiettivo dell’istituzione museale sarà quello di preservare il patrimonio documentale e umano delle ondate migratorie, trasformando i ricordi individuali in una memoria collettiva accessibile alle nuove generazioni.
Un augurio di coesione
Il messaggio si conclude con un richiamo alla solidarietà e alla pace. In un periodo storico complesso, la Pasqua viene interpretata come simbolo di rinascita e speranza.
“Non sarete mai soli, finché ci sarà un bellunese pronto a tendere la mano a un altro bellunese.”
Con queste parole, De Bona ribadisce la missione di mutuo soccorso e connessione che l’Associazione Bellunesi nel Mondo continua a svolgere, abbattendo le distanze geografiche attraverso la condivisione di una storia comune.




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