I dati provvisori diffusi dall’Istat relativi a gennaio 2026 delineano un quadro di crescita per il mercato del lavoro italiano, caratterizzato da un aumento sensibile degli occupati e un calo marcato della disoccupazione. Nonostante i segnali positivi sul fronte dei contratti stabili e del lavoro autonomo, emergono segnali contrastanti nelle fasce più giovani della popolazione, dove aumenta il numero di chi smette di cercare un impiego.
Occupazione in crescita: i numeri del mese
A gennaio 2026, il numero complessivo degli occupati ha raggiunto quota 24 milioni 181mila unità, registrando un incremento dello 0,3% (+80mila persone) rispetto al mese precedente. Il tasso di occupazione sale così al 62,6%, guadagnando 0,2 punti percentuali in un solo mese.
L’aumento della partecipazione al lavoro è trainato principalmente da tre componenti:
- Genere e classi d’età: la crescita ha coinvolto prevalentemente gli uomini e quasi tutte le classi d’età, con l’eccezione dei giovanissimi (15-24 anni).
- Tipologie contrattuali: si registra un incremento sia dei dipendenti permanenti (+24mila) che di quelli a termine (+9mila).
- Lavoro autonomo: significativo il balzo degli indipendenti, che crescono di 47mila unità in un mese (+0,9%).
Il crollo della disoccupazione e il nodo degli inattivi
Uno dei dati più rilevanti riguarda la forte diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione totale scende al 5,1% (-0,4 punti), mentre quello giovanile tocca il 18,9%, perdendo 1,9 punti in un mese. In termini assoluti, i disoccupati sono diminuiti di 99mila unità rispetto a dicembre 2025.
Tuttavia, parte di questo calo non si traduce automaticamente in nuova occupazione, ma confluisce nell’inattività. Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è infatti aumentato dello 0,3% (+35mila unità), portando il tasso di inattività al 33,9%. Questo fenomeno è particolarmente evidente tra le donne e nella fascia d’età 15-24 anni, dove il numero di inattivi è cresciuto di 50mila unità in un mese.
Analisi su base annua: stabilità e trasformazioni
Confrontando i dati di gennaio 2026 con quelli dello stesso mese del 2025, emerge una crescita occupazionale di 70mila unità (+0,3%). La composizione del mercato del lavoro ha subito però trasformazioni strutturali:
- Contratti: in un anno, i dipendenti permanenti sono aumentati di 71mila unità e gli autonomi di ben 195mila, a fronte di una contrazione dei dipendenti a termine (-196mila).
- Demografia: l’aumento dell’occupazione su base annua riguarda esclusivamente le donne e chi ha più di 50 anni, mentre si registra un calo nelle classi d’età più giovani.
- Disoccupazione: rispetto a gennaio 2025, il numero di persone in cerca di lavoro è crollato del 22,7%, pari a 384mila persone in meno.
Conclusioni
Il report di gennaio 2026 conferma una fase di resilienza dell’occupazione, sostenuta dalla componente stabile e dal ritorno del lavoro autonomo. La sfida resta però legata al recupero della popolazione giovanile, che mostra segnali di allontanamento dal mercato del lavoro, e alla gestione di un tasso di inattività che, pur in un contesto di disoccupazione ai minimi, continua a mostrare segni di crescita.




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