Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si avvicinano e l’attenzione cresce non solo in Italia, ma anche tra le comunità di bellunesi residenti all’estero e i loro discendenti. Tra queste, la Famiglia Bellunese “Serra Gaúcha”, attiva nello Stato di Rio Grande do Sul, in Brasile. Abbiamo intervistato il segretario dell’associazione, Davino Contini, da Nova Prata (31 gennaio 2026), per raccogliere il suo punto di vista sull’evento.
Contini segue il percorso dei Giochi fin dal 2018, anno in cui l’Abm partì con una azione a sostegno della candidatura di Cortina a ospitare nuovamente le Olimpiadi invernali. «Sì, seguo dal 2018 questo sogno diventato realtà e la Famiglia Bellunese “Serra Gaucha” avviò una importante campagna di promozione», spiega, confermando un’attenzione costante verso l’organizzazione dell’evento che interesserà direttamente anche il territorio bellunese.
Per quanto riguarda la fruizione delle gare, Contini prevede di seguirle in televisione, attraverso la RAI. Non conosce personalmente atleti o persone coinvolte nell’organizzazione, ma l’interesse sportivo è chiaro: tra le discipline invernali, lo sci è quella che intende seguire con maggiore attenzione. «Ogni volta che si tengono le Olimpiadi le guardo in TV», aggiunge, sottolineando come l’appuntamento olimpico rappresenti per lui un momento centrale nel panorama sportivo internazionale.
Alla domanda su cosa farebbe se potesse tornare a Belluno durante i Giochi, la risposta è netta: seguire le competizioni e visitare le Dolomiti. Un richiamo al territorio che va oltre l’evento sportivo e abbraccia il patrimonio naturale della provincia.
Secondo Contini, le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 potranno incidere positivamente sull’immagine della provincia di Belluno in Italia e nel mondo. «Il mondo saprà dov’è Belluno», afferma, evidenziando come i Giochi possano rappresentare un riferimento internazionale, capace di valorizzare le bellezze naturali e la storia del territorio.
Tra i ricordi personali, Contini cita un soggiorno a Cortina nel 2017, legato alla città e alla montagna. Un’esperienza che rafforza il legame con la terra d’origine, nonostante la distanza geografica.
Riguardo ai familiari e agli amici che vivono ancora nella provincia, ritiene che seguiranno l’evento con interesse, sia per passione sportiva sia per la portata globale della manifestazione. «Apprezzeranno questo evento globale», osserva.
Non manca l’orgoglio per un appuntamento di tale rilievo ospitato nella propria terra natale: «Senza dubbio. Siamo difensori del nostro villaggio». Un sentimento che accomuna molti emigrati e discendenti, custodi dell’identità bellunese all’estero.
Infine, a chi non conosce la regione e si chiede perché visitarla in occasione delle Olimpiadi, Contini suggerisce di assistere a «questa grande e storica competizione», considerandola «il miglior investimento» della propria vita, un’opportunità per scoprire un territorio unico sotto il profilo paesaggistico e culturale.
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si confermano così non solo un evento sportivo internazionale, ma anche un’occasione di visibilità e riconoscimento per Belluno e per le comunità bellunesi nel mondo.




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