È morto Angelo Gugel, il testimone silenzioso dei papi: il legame con Giovanni Paolo I e il ricordo del Bellunese

Redazione | 17 gennaio 2026 alle 18:52 | 0 commenti

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Si è spento il 15 gennaio scorso a Roma, all’età di 90 anni, Angelo Gugel (nella foto con Giovanni Paolo II, foto tratta dal sito di Avvenire), figura discreta ma centrale nella vita quotidiana di tre Pontefici del Novecento. Il suo nome è legato a un’immagine entrata nella storia: quella in cui sostiene Giovanni Paolo II subito dopo l’attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro. Ma prima ancora, Gugel è stato uno dei collaboratori più vicini di papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani, il Papa bellunese, con il quale condivideva origini venete e un rapporto di fiducia costruito negli anni.

Nato a Miane nel 1935, di famiglia contadina, Gugel aveva intrapreso inizialmente un percorso in Seminario, prima di essere arruolato nel 1955 come gendarme vaticano. Dopo una lunga malattia che lo costrinse a un periodo di convalescenza, venne assegnato al Governatorato. Fu proprio Luciani, allora vescovo di Vittorio Veneto e poi Patriarca di Venezia, a volerlo al suo fianco: un legame umano e professionale che proseguì anche nei 33 giorni del suo pontificato nel 1978.

Angelo Gugel rimase uno degli ultimi testimoni diretti di quella breve stagione sul soglio di Pietro e contribuì, con la sua testimonianza, al processo che ha portato alla beatificazione di Giovanni Paolo I. Successivamente accompagnò per oltre vent’anni Giovanni Paolo II, condividendone momenti ordinari e passaggi drammatici, come l’attentato del 1981, vissuto in prima linea e ricordato sempre con sobrietà e lucidità. Prestò servizio anche nei primi mesi del pontificato di Benedetto XVI, prima di ritirarsi.

Sposato dal 1964 con Maria Luisa Dall’Arche e padre di quattro figli, Gugel ha incarnato il ruolo dell’aiutante di camera come presenza silenziosa, ma essenziale: una figura di raccordo tra la dimensione personale del Papa e l’istituzione, fondata su riservatezza, fedeltà e senso del dovere.

Nel ricordarlo, Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, sottolinea il valore simbolico della sua figura: «Angelo Gugel ha rappresentato un pezzo di storia vissuta accanto a papa Luciani, che per noi bellunesi resta un riferimento identitario fortissimo. La sua testimonianza, sempre misurata e autentica, ha contribuito a custodire la memoria di un Papa che ha lasciato un segno profondo, pur nel brevissimo tempo del suo pontificato».

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