Il rapporto «Scenari regionali dell’edilizia 2026» dell’Ance, chiuso con i dati al 20 maggio 2026, mostra per la provincia dolomitica meno nuove abitazioni autorizzate, un mercato immobiliare in crescita e un’accessibilità alla casa migliore rispetto al resto del Veneto
Il rapporto è curato dalla Direzione Affari Economici, Finanza e Centro Studi dell’Associazione nazionale costruttori edili. Per il Veneto stima nel 2025 un calo degli investimenti in costruzioni dell’1,6% in termini reali, dopo il -1,8% del 2024. Il settore pesa per il 12,4% sul PIL regionale in termini di investimenti e per il 6,5% sull’occupazione complessiva.
Nello stesso anno il PIL regionale è cresciuto dello 0,4% secondo le stime Prometeia, contro lo 0,5% nazionale. Per il 2026 l’Ance prevede una crescita degli investimenti in costruzioni del 5,9% in Veneto, contro il 5,6% dell’Italia. A sostenerla dovrebbero essere le opere pubbliche, in particolare l’ultima fase del PNRR. Il rapporto precisa che la previsione non tiene conto del conflitto nel Golfo Persico e che potrebbe essere rivista al ribasso se le tensioni dovessero proseguire.
I PERMESSI DI COSTRUIRE
Il dato più debole per Belluno riguarda i permessi per nuove abitazioni e ampliamenti. Secondo l’elaborazione Ance su dati Istat, nel 2024 in provincia ne sono stati concessi 165, contro i 244 del 2023, con una variazione del -32,4%. L’andamento degli ultimi anni è stato altalenante:
- 2020: 213 abitazioni
- 2021: 242 (+13,6%)
- 2022: 208 (-14,0%)
- 2023: 244 (+17,3%)
- 2024: 165 (-32,4%)
Nello stesso anno il Veneto ha registrato 7.142 abitazioni autorizzate (-0,7%). Belluno rappresenta il 2,3% del totale regionale. Anche Vicenza (-19,2%) e Treviso (-5,2%) sono in calo, mentre Verona, Venezia e Padova segnano aumenti compresi tra l’1,7% e il 13,9%. Trattandosi di numeri assoluti contenuti, variazioni di poche decine di permessi producono oscillazioni percentuali ampie.
IL MERCATO IMMOBILIARE
Le compravendite residenziali vanno in direzione opposta. Nel 2025, secondo i dati provvisori dell’Agenzia delle Entrate elaborati dall’Ance, in provincia di Belluno sono state compravendute 3.281 abitazioni, il 12,3% in più rispetto al 2024. È l’incremento più alto tra le sette province venete, dove la media regionale è del +5,2% (67.159 compravendite). Il dato segue il -1,3% del 2024 e il -9,5% del 2023.
La crescita ha riguardato sia il capoluogo, con 565 compravendite (+23,9%), sia gli altri comuni, con 2.715 (+10,1%). Nel corso dell’anno il ritmo si è attenuato: gli aumenti tendenziali sono stati del 17,1% nel primo trimestre, del 15,9% nel secondo, dell’8,9% nel terzo e dell’8,8% nel quarto. In quest’ultimo trimestre il Veneto ha registrato una flessione del 2,5%, mentre Belluno è rimasta in territorio positivo.
Il rapporto collega l’andamento regionale alla politica monetaria della BCE, che dal giugno 2024 ha ridotto i tassi di riferimento, migliorando l’accesso al credito. In Veneto i nuovi mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione sono aumentati del 23,9% nel 2025. Per il 2026 l’Ance segnala il rischio di un rialzo dei tassi legato alle tensioni energetiche, con possibili effetti sulle erogazioni di mutui e sulle compravendite.
L’ACCESSIBILITÀ ALLA CASA
Il Centro Studi Ance calcola un indice che misura la quota di reddito necessaria per pagare la rata di un mutuo o un canone di affitto. La soglia oltre la quale l’abitazione è considerata inaccessibile è fissata al 30%. Il calcolo si basa su un appartamento di 80 metri quadrati, un mutuo ventennale con rapporto tra finanziamento e valore dell’immobile all’80% e redditi per quintile. I dati si riferiscono ai capoluoghi.
A Belluno l’indice per l’acquisto è del 21,9% per le famiglie del secondo quintile di reddito (circa 23mila euro nella media dei capoluoghi veneti), del 15,5% per il terzo quintile (circa 32.500 euro) e del 10,8% per il quarto (circa 43.500 euro). È il valore più basso tra i capoluoghi della regione. Nel secondo quintile, il rapporto segnala valori accettabili solo a Belluno e a Rovigo (24,2%), mentre Venezia raggiunge il 52,9%, Treviso il 43,6%, Verona il 40,4% e Vicenza il 34,9%.
Sul fronte dell’affitto, l’indice di Belluno è del 27,7% per il secondo quintile, del 19,5% per il terzo e del 13,6% per il quarto. Per il secondo quintile il rapporto lo classifica, insieme a Vicenza (29,6%), tra i capoluoghi con valori di scarsa accessibilità, pur sotto la soglia del 30%.
LE IMPRESE
Secondo i dati Istat del 2024, in provincia di Belluno operano 1.974 imprese di costruzioni, pari al 3,9% del totale regionale (50.057). La dimensione media è di 2,9 addetti per impresa, contro i 2,8 del Veneto e i 3,0 dell’Italia. Il rapporto precisa che per il 2024, anno di passaggio alla nuova classificazione Ateco 2025, si propone un’analisi strutturale e non delle dinamiche rispetto agli anni precedenti.
A livello regionale, il monitoraggio delle Casse Edili indica per il 2025 un aumento del 4,7% delle ore lavorate e del 5% dei lavoratori iscritti. Per le imprese il rapporto riporta, sulla base dei dati Movimprese-Unioncamere, un incremento dello 0,9% nel 2024 e dello 0,7% nel 2025. Questi dati non sono disaggregati per provincia.
OPERE PUBBLICHE E PROSPETTIVE
Il rapporto non fornisce dati provinciali sull’avanzamento del PNRR. Per il Veneto indica 2.029 progetti di lavori pubblici con 10.674,6 milioni di euro di finanziamento complessivo, di cui 7.178,9 milioni a valere sul Piano, e 591 cantieri in corso secondo il monitoraggio basato sui dati delle Casse Edili. Tra i cantieri PNRR avviati nella regione, l’84% risulta in fase avanzata o concluso.
Per quanto riguarda le gare, nel 2025 gli importi banditi in Veneto sono diminuiti del 37,5%, a 2.118 milioni di euro, mentre nel primo trimestre 2026 sono più che quadruplicati rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra le iniziative più rilevanti dei primi tre mesi del 2026 il rapporto cita la variante di Longarone, da 427 milioni di euro, bandita dalla Società infrastrutture Milano Cortina 2020-2026. Il rapporto indica inoltre il completamento e la messa a regime degli interventi realizzati per Milano-Cortina 2026 tra i fattori di sostegno del comparto pubblico regionale.
Tra i rischi, l’Ance indica l’aumento dei costi dell’energia e dei materiali da costruzione. Se protratto, potrebbe incidere sui costi di realizzazione degli interventi e sulla continuità dei cantieri nella fase finale di attuazione del PNRR.




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