Dramma nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, dove Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni, ha perso la vita mentre era impegnato in un servizio di sorveglianza nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio, una delle infrastrutture legate ai Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026.
L’uomo, originario della Puglia, prestava servizio da solo durante il turno notturno, in un’area caratterizzata da temperature particolarmente rigide. La postazione di lavoro era un piccolo gabbiotto dotato di una stufetta, dal quale usciva periodicamente per effettuare i controlli previsti lungo il perimetro del cantiere.
Nel corso della notte Zantonini avrebbe avvertito un improvviso malessere, tanto da contattare alcuni colleghi. L’allarme al 118 è scattato poco prima delle due, ma all’arrivo dei sanitari ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile.
Il vigilante si era trasferito a Cortina lo scorso settembre per questo incarico temporaneo, che sarebbe terminato a fine gennaio. Lascia la moglie e un figlio maggiorenne.
La Procura di Belluno ha disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso e verificare le condizioni in cui si svolgeva il turno di lavoro.




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