La squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza ha vinto la 15ª Dolomiti Rescue Race con il tempo di 2 ore, 7 minuti e 0 secondi. Al via 77 squadre provenienti da otto nazioni, con partenza da Praciadelan e arrivo nel centro di Calalzo di Cadore
Si è conclusa a Calalzo di Cadore la 15ª edizione della Dolomiti Rescue Race, manifestazione dedicata al mondo del soccorso alpino che anche quest’anno ha riunito squadre italiane e internazionali nel segno della montagna, della collaborazione e della cultura del soccorso.
Sono state 77 le squadre al via nelle categorie maschile, femminile e mista. La partecipazione internazionale si è ulteriormente ampliata con la presenza di formazioni provenienti, oltre che dall’Italia, da Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Romania, Serbia, Austria e Regno Unito. La Slovacchia ha partecipato per la prima volta alla manifestazione.
Tra le formazioni presenti anche una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina e, per la prima volta, una squadra delle unità cinofile da ricerca di superficie e da valanga.
La Guardia di finanza conquista il primo posto
A imporsi nella 15ª Dolomiti Rescue Race è stata la squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza, che ha concluso la prova con il tempo di 2:07:00.
Secondo posto per il team della Valle Brembana, staccato di soli 47 secondi, con il tempo di 2:07:47. La terza squadra classificatasi è quella delle Valli di Lanzo con il tempo di 2:18:06
La classifica ha premiato così tre formazioni espressione di realtà diverse del soccorso alpino italiano, all’interno di una competizione caratterizzata anche dalla crescente partecipazione internazionale.
Partenza da Praciadelan e arrivo nel centro di Calalzo
Una delle novità della quindicesima edizione ha riguardato il percorso. La manifestazione ha previsto una nuova variante nella parte finale, con la partenza da Praciadelan e l’arrivo in piazza, nel cuore di Calalzo di Cadore.
La modifica ha avvicinato la gara alla comunità locale, portando gli ultimi momenti della competizione direttamente nel centro del paese e trasformando l’arrivo in un momento di partecipazione condivisa.
La Dolomiti Rescue Race mantiene infatti una dimensione che va oltre il risultato sportivo. La prova mette insieme preparazione, capacità di lavorare in squadra, conoscenza dell’ambiente montano e competenze legate al soccorso.
Una manifestazione sempre più internazionale
La presenza di 77 squadre e otto nazioni complessive conferma il carattere internazionale raggiunto dalla Dolomiti Rescue Race. Formazioni con lingue, divise, esperienze e tradizioni differenti si sono ritrovate a Calalzo accomunate dai valori del soccorso, dal rispetto per la montagna e dalla collaborazione.
«La 15ª edizione ci consegna una Dolomiti Rescue Race sempre più internazionale, capace di crescere mantenendo intatto il proprio spirito – sottolineano gli organizzatori –. Le 77 squadre presenti e l’arrivo di nuove realtà internazionali, come la Slovacchia, rappresentano per noi un motivo di grande soddisfazione».
Gli organizzatori sottolineano anche il significato della nuova conclusione del percorso: «L’arrivo in piazza a Calalzo ha aggiunto un ulteriore elemento di partecipazione e vicinanza al territorio».
Per gli organizzatori, il risultato più importante rimane comunque quello di aver condiviso una giornata nella quale competizione, amicizia, soccorso e passione per la montagna hanno trovato un punto d’incontro.
La Dolomiti Rescue Race si dà quindi appuntamento alla prossima edizione, proseguendo un percorso iniziato quindici anni fa e costruito attorno al rapporto tra soccorso alpino, sport, territorio e comunità.
La 15ª edizione si è conclusa con 77 squadre, otto nazioni e un unico spirito comune, quello della comunità della Dolomiti Rescue Race.
I sostenitori
La manifestazione è stata sostenuta da Montura, main sponsor, insieme a Enervit Sport, Kong, Aku, Max Catering, Ande, Passuello Combustibili, C’era una volta un re, Dolometto e Meemu.
L’evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Calalzo di Cadore e del Comune di Pieve di Cadore.












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