La Diocesi di Belluno-Feltre sta attraversando una fase di ridefinizione pastorale, in particolare nei territori montani, dove il numero dei sacerdoti e le condizioni demografiche rendono necessaria una gestione sempre più collaborativa. In questo contesto, sono state annunciate nuove nomine per le parrocchie di Mussoi, Bolzano Bellunese, Tisoi, Costalta e San Pietro di Cadore.
Don Gianni Trevisan guiderà tre parrocchie della città
Con una lettera indirizzata alle comunità di Mussoi, Bolzano Bellunese e Tisoi, il vescovo Renato Marangoni ha comunicato che sarà don Gianni Trevisan a diventare il nuovo parroco unico di queste realtà, già da tempo impegnate in un percorso di collaborazione. Trevisan, fino ad oggi parroco a Santa Giustina e Cergnai, raccoglie un’eredità importante in un’area cittadina dove la presenza religiosa è storicamente radicata.
Il Vescovo ha ringraziato i Consigli pastorali per il lavoro di accompagnamento e ha espresso gratitudine a don Giorgio Soccol, che ha seguito fino a oggi la gestione di Bolzano Bellunese e Tisoi e continuerà il suo ministero a Orzes. Resterà operativo nella nuova équipe anche fra’ Elvio Battaglia, come vicario parrocchiale.
I frati cappuccini non saranno più parroci a Mussoi
Un ulteriore elemento di cambiamento riguarda Mussoi: i frati cappuccini, pur restando presenti nella vita della comunità, non assumeranno più il ruolo di parroco. La diocesi sta definendo una convenzione con la Provincia dei Cappuccini che regolerà i rapporti futuri, comprese le attività pastorali e il servizio presso l’ospedale di Belluno.
A Costalta e San Pietro di Cadore arriva don Augusto Antoniol
Un’altra comunicazione è arrivata nelle parrocchie di Costalta e San Pietro di Cadore, dove, dopo 24 anni, don Clorindo De Silvestro conclude il suo servizio per trasferirsi a Cortina d’Ampezzo. Il nuovo parroco sarà don Augusto Antoniol, già conosciuto nella zona, che cumulerà l’incarico con quello di guida spirituale per Danta di Cadore e San Nicolò di Comelico.
Queste nomine fanno parte di un progetto di più ampio respiro avviato dalla diocesi per affrontare la sfida della riduzione del clero e della crescente complessità delle comunità parrocchiali, soprattutto nelle aree montane.
Una visione pastorale che punta alla corresponsabilità
Il Vescovo ha definito questi cambiamenti come un «passaggio di testimone», nella direzione di una pastorale fondata sulla corresponsabilità tra sacerdoti, religiosi e laici. L’auspicio è che si rafforzino i legami comunitari, la collaborazione tra territori vicini e la partecipazione attiva dei fedeli.
Questo modello si inserisce nel percorso sinodale più ampio che la diocesi sta percorrendo, in sintonia con gli orientamenti della Chiesa italiana e universale, e che guarda al futuro della vita ecclesiale come a una costruzione condivisa, non centrata esclusivamente sul ruolo del singolo parroco, ma sulla rete viva delle comunità.




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