L’espansione della colonizzazione italiana in Brasile: Cesar Augusto Prezzi racconta una storia lunga 150 anni

Redazione | 30 giugno 2025 alle 23:00 | 0 commenti

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A 150 anni dall’avvio ufficiale dell’immigrazione italiana in Brasile, lo storico Cesar Augusto Prezzi (nella foto), considerato uno dei maggiori esperti sul tema, ricostruisce le tappe di uno dei fenomeni migratori più significativi dell’America Latina intervistato dal giornalista Leandro Staudt.

La colonizzazione italiana nel Rio Grande do Sul iniziò formalmente nel 1875, ma le radici risalgono a qualche anno prima: già nel 1870, infatti, furono fondate le prime colonie Conde D’Eu e Dona Isabel. L’iniziativa fu promossa dall’imperatore Dom Pedro II, convinto che l’arrivo di famiglie europee potesse contribuire alla modernizzazione del Brasile e allo sviluppo agricolo di territori ancora poco popolati.

Partendo dalla Serra Gaúcha, i pionieri italiani e i loro discendenti ampliarono progressivamente la presenza italiana, spostandosi verso nord e occupando vaste aree non solo del Rio Grande do Sul, ma anche di Santa Catarina, del Paraná e, successivamente, di regioni interne come il Mato Grosso fino ai margini dell’Amazzonia.

In circa un secolo, l’espansione coprì oltre 5.000 chilometri, dando vita a un modello di insediamento agricolo basato sulla piccola proprietà familiare, capace di trasformare l’economia e l’assetto demografico di interi territori.

Secondo Prezzi, i primi coloni fondarono comunità in luoghi oggi noti come Garibaldi, Bento Gonçalves, Caxias do Sul e Antonio Prado. Da lì, le famiglie si spostarono verso centri come Concórdia e Chapecó in Santa Catarina, per poi raggiungere città del Paraná come Cianorte, Cascavel e Foz do Iguaçu. Molti discendenti proseguirono l’espansione arrivando fino a Bonito e Dourados nel Mato Grosso do Sul, contribuendo allo sviluppo agricolo e, in tempi più recenti, anche a quello industriale del Brasile moderno.

L’intervista, parte del progetto Aconteceu no RS, evidenzia come l’immigrazione italiana non sia stata un evento circoscritto nel tempo, ma un processo dinamico che ha continuato a modellare l’identità di intere regioni. Come ricorda Prezzi citando Tolkien: «Le radici profonde non gelano mai».

Oggi l’eredità di quei coloni si riflette nei cognomi di origine italiana, diffusi in tutto il sud e centro del Brasile, ma anche nel tessuto agricolo, nella cultura comunitaria e nella ricchezza etnica che caratterizza vaste aree del Paese.

GUARDA LA VIDEO INTERVISTA DI LEANDRO STAUDT A CESAR AUGUSTO PREZZI

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