Buone pratiche nel mondo. La testimonianza da Brisbane di Andrea Talpina

Loriana Pison | 30 giugno 2025 alle 14:19 | 0 commenti

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Oramai è assodato che non sia più possibile paragonare l’emigrazione di un tempo a quella di oggi.
Questo tempo storico ci rimanda ad un concetto di viaggio e di partenza molto diversi: non più necessità e sopravvivenza, ma esperienza, non più lavoro per mantenere bocche da sfamare, ma desiderio di conoscere e ampliare i propri orizzonti, non ricerca di un benessere fisico ma desiderio di conoscere un po’ di più se stessi.
C’è stato un tempo in cui il concetto di cittadinanza non aveva nessun sapore, si partiva sapendo che il ritorno sarebbe stato difficoltoso, ci si integrava nella nuova realtà con sofferenza e spesso con grandi umiliazioni. Oggi ci si sente cittadini del mondo sia rimanendo che partendo.
È anche vero che il gusto dell’esotico attrae, affascina perché lontano e diverso, è avventura, esplorazione, ricerca di valori diversi con cui confrontarsi. A volte si parte per malessere nel rimanere, a volte per gusto dell’avventura, con il rischio di sperimentare fallimenti e sconfitte; forse è proprio questo a muovere le persone, soprattutto i giovani, perché fallire permette di essere un po’ di più se stessi.
I movimenti dell’uomo sono sempre stati presenti nella storia dell’umanità, di volta in volta con significati diversi. Ciò che oggi è necessario promuovere è lo spirito di cittadinanza che possa evidenziare le diversità culturali e di vita, il rispetto per le differenze. Questo comporta la conoscenza delle lingue straniere, della cultura, delle dinamiche sociali e di concetti di comunicazione interculturale. C’è più consapevolezza oggi. C’è da augurarsi che la voglia di avventura e scoperta possa portare ad una maggiore partecipazione nel paese ospitante e possa il soggetto contribuire a creare occasioni di comunità vissuta e responsabile. Non si tratta di integrazione, parola abusata e alquanto utopica, ma di condivisione e costruzione di ponti con la realtà locale.
C’è anche da augurarsi che la consapevolezza possa arrivare alla restituzione nel proprio paese di origine di tutto ciò che di bello, umano, civico, spirituale si riesca ad apprendere e interiorizzare nel paese accogliente.
Farsi promotori attivi di racconti, narrazioni di esperienze e buone pratiche, prendere iniziative concrete perché avvenga qualcosa di bello e buono per tutta una comunità, anzi … per due comunità! Questo è essere cittadini attivi e persone consapevoli che siamo tutti sulla stessa imbarcazione della vita in un’unica Madre Terra.
Volontariato, collaborazioni, nuove idee, buone pratiche. Andrea Talpina (nella foto), 34 anni, di Limana ed ora a Brisbane in Australia, è rimasto colpito da un’iniziativa cittadina e di quartiere, strutturata a livello di amministrazione locale, ci racconta …

Tesori sul Marciapiede e Spirito di Comunità

La Kerbside Collection di Brisbane

Di quale iniziativa si tratta, Andrea?
Nel ritmo della vita suburbana di Brisbane, una tradizione unica si dispiega alcune volte all’anno, trasformando le strade ordinarie in temporanei mercati all’aperto di beni di seconda mano. È la raccolta a bordo strada, affettuosamente conosciuta dai locali come “Council Clean-Up”, pulizia del Consiglio (Municipale), o semplicemente “The Kerbside”, il bordo strada. Il Kerbside, termine molto più utilizzato e presente in tutte le locandine mensili e bimestrali della città, è di fatto quella striscia di verde larga circa 1 metro compresa tra il marciapiede ed il cordolo, il kerb, che delimita il manto stradale dei sobborghi della città.

Si tratta quindi pulizia di un quartiere, dove il cittadino si sostituisce all’Amministrazione?
Questa usanza è molto più di un semplice servizio municipale: è un fenomeno culturale intessuto nel tessuto della città, un momento di scoperta e, come ho sperimentato personalmente durante la settimana della Kerbside Collection nel sobborgo di East Brisbane, quartiere dove vivo attualmente, una vera e propria opportunità per rinnovare la propria casa.

Cosa avviene esattamente?
Durante le due settimane che precedono il periodo di raccolta designato, si costruisce una tranquilla anticipazione. Potresti avvistare le prime anime coraggiose che depositano i loro oggetti indesiderati sul bordo del marciapiede: una poltrona spaiata, una libreria leggermente malconcia, forse una collezione di attrezzi da giardino ben utilizzati. Con l’avvicinarsi della data, le pile crescono, trasformandosi in esposizioni eclettiche che offrono uno sguardo affascinante nelle vite e nei possedimenti dei residenti di Brisbane. Proprio come è successo a me e alla mia coinquilina australiana Taryn, che durante la settimana dedicata a East Brisbane abbiamo scovato lampade, scaffali e piccoli mobili perfetti per arredare il nostro appartamento. Avevamo bisogno di nuovo spazio per organizzare le nostre cose, di nuovi punti luce per rendere l’ambiente più accogliente e, perché no, di qualche oggetto un po’ speciale per dare un tocco di personalità alla casa.

Non è quindi una semplice pulizia della propria casa e un liberare spazio creando immondizie in strada …
Non si tratta solo di fare ordine; è un rituale comunitario con una vita propria. Per alcuni, è un’opportunità per smaltire responsabilmente oggetti ingombranti che non entrano nel bidone della spazzatura. Per altri, è una caccia al tesoro, la possibilità di accaparrarsi una cosa dimenticata e darle una nuova vita. Le prime ore del mattino durante la settimana della raccolta vedono un flusso costante di cacciatori di affari e appassionati di riciclo creativo, i loro occhi che scrutano i marciapiedi alla ricerca di potenziali ritrovamenti. La fase della “caccia” all’oggetto migliore si trasforma spesso in un momento di condivisione e divertimento, un’occasione per creare nuovi spazi in casa e scoprire inaspettate opportunità. Ho avuto l’occasione di scorgere una coppia giovane guidare con fare circospetto il proprio ute (/juːt/ yoot), furgone dotato di cassone aperto sul retro, molto comune in Australia, per poi fermarsi e caricare un divano in ancora buone condizioni lasciato sul Kerbside dai nostri vicini. Nel cassone sul retro dello ute ho potuto notare una cassettiera in legno da riverniciare ed una sedia da ufficio con ruote. Probabilmente questi ragazzi non stavano aspettando altro che questo periodo dell’anno per arredare la loro prima casa senza spendere un centesimo, se non il costo del fuel (carburante) per il loro ute ed il tempo impiegato alla caccia al pezzo migliore.

Un riciclo collettivo sostenibile e ben organizzato, mi pare …
La raccolta a bordo strada promuove anche un forte senso di comunità che ho potuto personalmente riscontrare. I residenti dei vari quartieri di Brisbane dimostrano un sincero valore per il riciclo e per l’aiuto reciproco. C’è una tacita comprensione del ciclo di vita degli oggetti, un riconoscimento che ciò che non serve più a uno può diventare prezioso per un altro. Questo si traduce spesso in scambi amichevoli tra vicini, consigli sui migliori “tesori” trovati e una generale atmosfera di collaborazione. Oltre ai benefici individuali, la raccolta ingombranti di Brisbane svolge un ruolo cruciale nella promozione della sostenibilità. Facilitando il riutilizzo e il riciclaggio degli oggetti, devia i rifiuti dalle discariche e incoraggia un’economia più circolare. Sebbene le linee guida del consiglio comunale specifichino cosa può e cosa non può essere raccolto, lo spirito dell’evento spesso vede gli oggetti trovare nuove case prima ancora che arrivino i camion della raccolta!

Io dò a te e tu a me. Il ritorno alla normalità e l’attesa del successivo … bordo strada.
Certo, la raccolta a bordo strada non è priva delle sue peculiarità. L’enorme volume di oggetti a volte può portare a bordo strada ingombri, e chi prima arriva meglio alloggia quando si tratta dei migliori ritrovamenti. Tuttavia, questi sono piccoli inconvenienti di fronte al fascino duraturo della tradizione e al senso di comunità che essa alimenta. Quando la settimana di raccolta designata volge al termine, le strade vengono gradualmente sgombrate, i mercati all’aperto temporanei svaniscono e il ritmo della vita suburbana torna alla normalità. Ma lo spirito del bordo strada persiste. Le storie di ritrovamenti inaspettati, la soddisfazione di un riordino riuscito e la tranquilla connessione forgiata tra vicini per i tesori condivisi entrano a far parte della memoria collettiva di Brisbane, attesi con impazienza fino alla successiva raccolta “a bordo strada”. È una testimonianza dell’idea che a volte, i più grandi tesori – e un forte senso di comunità – si possono trovare proprio sulla soglia di casa nostra.

A volte basta poco affinché il valore dato alle molte cose che riempiono le nostre case possa trovare eco all’interno di una comunità. Prendere spunto, non imitare affinché anche le nostre comunità possano trarre vantaggio da iniziative che i nostri … partiti verso l’estero possono raccontarci. Cittadini del mondo e non del proprio giardino!

Loriana Pison
con la collaborazione di Andrea Talpina

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