Nella rubrica “Emigrazione 2.0” di Radio ABM, dedicata agli expat bellunesi, è intervenuto Emanuele Pierobon, che da oltre vent’anni vive a Madrid, in Spagna. Emanuele ha raccontato la sua esperienza di vita all’estero e il suo progetto turistico che intende mantenere vivo il legame con il territorio d’origine.
Originario di Ponte nelle Alpi, Emanuele si è trasferito a Madrid inizialmente per motivi di studio e ricerca legati al dottorato in pianificazione territoriale, approfittando di opportunità Erasmus e di collaborazioni internazionali. Quell’esperienza inizialmente limitata a pochi mesi si è trasformata in un trasferimento permanente, con un radicamento profondo nella cultura spagnola e nella lingua.
Dopo un periodo lavorativo nel settore urbanistico, Pierobon ha scelto di reinventarsi professionalmente nel turismo. La crisi economica del 2008 aveva reso difficile la ricerca di lavoro nel suo campo, così ha intrapreso la strada dell’accompagnatore turistico, specializzandosi in particolare nel Cammino di Santiago. Questa nuova professione gli ha permesso di unire l’amore per il territorio con il desiderio di condivisione e di contatto umano.
Negli ultimi quattro anni, dopo la pandemia, Emanuele ha dato vita al progetto “At the Foot of the Dolomites”, un tour di 10 giorni pensato per far scoprire, in modo autentico e non convenzionale, le zone ai piedi delle Dolomiti. Il percorso, che si sviluppa principalmente nella Val dell’Una, tocca località come Vittorio Veneto, l’Alpago, i Coi d’Epera e Valdobbiadene, con una forte attenzione agli eventi locali, alle tradizioni e al coinvolgimento di realtà familiari e piccole comunità.
Il tour si distingue per la sua natura artigianale, con un approccio flessibile che valorizza l’improvvisazione positiva e l’incontro con la cultura locale, dalle sagre alle visite in fattorie o laboratori di artigianato. La durata di dieci giorni è stata studiata per mantenere l’esperienza intensa ma sostenibile.
Particolarmente significativo è il target della clientela, composta in larga parte da turisti anglofoni provenienti da Stati Uniti, Canada e, più recentemente, anche Asia. Molti partecipanti sono discendenti di emigranti bellunesi, attratti dall’opportunità di ritrovare le proprie radici attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente.
Il progetto, oltre a rappresentare un modo per guadagnarsi da vivere, è anche per Pierobon un mezzo per mantenere un legame concreto con la terra natia, offrendo agli emigranti e ai loro discendenti un’occasione per riconnettersi con le proprie origini.
Per contattare Emanuele e partecipare ai tour è possibile visitare la sua pagina web o seguire i suoi profili social. Molto del successo dell’iniziativa deriva anche dal passaparola e dalla rete costruita in anni di attività come guida sul Cammino di Santiago.
In sintesi, l’esperienza di Emanuele Pierobon rappresenta un esempio di emigrazione “2.0”, in cui il legame con il territorio d’origine non si perde, ma si trasforma in un’opportunità di crescita personale e professionale, oltre che di valorizzazione culturale e turistica.




0 commenti