Augusto Mione nacque a Torta di Mel, alle ore 20:00 del 24 ottobre 1898. La sua famiglia si trasferì da Torta a Lentiai, dove i genitori Ettore e Rosa Mione aprirono la locanda “Caffé e Vino Alla Patria”. La vita eccezionale di Augusto è degna di un romanzo.
Dotato di una viva intelligenza e di un grande coraggio, si arruolò volontario nella Prima guerra mondiale, malgrado tre dei suoi fratelli fossero già al fronte. Dopo un corso di addestramento, affrontò le ultime battaglie del Piave. Alla fine del conflitto, assunse il comando di un forte in Libia. Al ritorno a Lentiai, sposò Rosina Marcadent. Dalla loro unione, nel 1922 nacque Scilla.
Per aver pubblicato degli articoli contro il fascismo, movimento nel quale inizialmente aveva militato assumendo la carica di primo segretario provinciale, fu costretto a emigrare clandestinamente, prima a Monaco, poi in Francia, dove si fece assumere come manovale per ottenere un permesso di soggiorno. Si applicò nello studio per corrispondenza all’ESBA (Ecole Superieure Béton Armé).
Con i fratelli, creò una piccola impresa cooperativa e assunse personale italiano espatriato clandestinamente, per permettergli di ottenere un titolo di soggiorno. C’era chi rimaneva nell’impresa e chi ripartiva per svolgere altrove il suo vero mestiere, ma restandogli per sempre affezionato e riconoscente.
Il 13 novembre 1940 Augusto fu arrestato a Bordeaux da gendarmi francesi, su richiesta italiana. Incarcerato alla Santé, il 29 gennaio 1941 fu deportato in Germania fino al febbraio 1942, quando la Germania lo consegnò alle autorità italiane. Fu processato a Belluno e condannato a cinque anni di confino alle isole Tremiti.
La caduta di Mussolini il 25 luglio del 1943 gli permise di raggiungere a Lentiai, il 26 agosto, la moglie Rosina e la figlia Scilla. Ma il 9 settembre, l’invasione tedesca lo costrinse ad abbandonare la famiglia per ritirarsi in montagna, dove creò il primo nucleo partigiano. Il 1° dicembre, in grave disaccordo con i partigiani comunisti, decise di rifugiarsi a Vidor, presso la famiglia Bartolomiol, di cui suo fratello Alfieri aveva sposato una figlia. Lì lo raggiunsero la moglie e la figlia.
Questo è un breve riassunto della prima parte della sua storia, da lui stesso raccontata nel libro “Il Duro cammino della libertà”.
Nel dopoguerra, Parigi era circondata da un’immensa banlieue coperta di miserabili tuguri. Molte altre città avevano subito bombardamenti e distruzioni. Nel 1962, il rientro in Francia di 600 mila francesi d’Algeria rendeva necessaria la realizzazione di un vasto programma edilizio. Augusto Mione partecipò con la sua impresa cooperativa operaia di produzione (CMF) alla ricostruzione della Francia e gestì molti cantieri importanti. Nel 1957 acquistò il castello in rovina di Chamarande e le sue dipendenze, con un parco di novantotto ettari. Dopo i lavori di restauro, vi trasferì gli uffici della CMF. Contemporaneamente, fece costruire diversi fabbricati, fra i quali il Centro Medico-Sociale. Nel 1960, attivò il gemellaggio tra Chamarande e Lentiai, progetto che permise agli scolari di Lentiai di effettuare dei soggiorni a Chamarande, visitare Parigi e i castelli della Loira, e agli scolari di Chamarande di effettuare dei soggiorni a Lentiai per visitare i siti turistico-culturali del Veneto.
Con in mano il progetto di un vasto cantiere nei pressi di Chamarande, il nuovo presidente della Banca Cooperativa Operaia gli rifiutò i pagamenti e creò un’altra impresa (SOACO). La nuova ditta, per terminare i lavori in corso e sviluppare altre attività, si costruì una sede per gli uffici lontano da Chamarande e assunse dei dirigenti. Per Augusto, dopo aver vinto tante difficoltà e superato tanti ostacoli, il colpo fu fatale. Sua moglie Rosina, un angelo di dolcezza e di bontà, vedendo in quali condizioni si dibatteva il marito, morì di crepacuore.
Nel 1978, il Dipartimento dell’Essonne acquistò il Domaine di Chamarande. Nella “Cour de la Commanderie” fece costruire un silo di otto metri di profondità per installarvi tredici chilometri di archivi. Fece inoltre riconoscere il parco come “Giardino rimarchevole” dal Ministero della Cultura e dal Comitato dei Parchi e Giardini di Francia. Ottenne anche che il castello, costruito in stile Louis XIII nel 1654 dall’architetto Nicolas d’Espine, venisse classificato come monumento storico nel 1981.
Il Consiglio Generale dell’Essonne fece di Chamarande un emblema e un punto forte del patrimonio culturale da scoprire nella regione.
L’Associzione COAL-Arte ed Ecologia assunse il compito di organizzarvi delle esposizioni e di fare di Chamarande un laboratorio aperto alle discipline artistiche, scientifiche ed ecologiche.
A questo scopo vennero trasferite a Chamarande le riserve della collezione del Fondo Dipartimentale d’Arte Contemporanea (FDAC).
Prima di morire, Scilla Silvestri Mione intervenne presso il Dipartimento dell’Essonne per trasmettergli tutta la documentazione dei lavori realizzati da suo padre e la storia dettagliata della sua vita. Dopo l’implacabile sentenza del destino (morì a Corbeil Essonne il 12 giugno del 1982), la vita di Augusto Mione fu serenamente vagliata, rivalutata, documentata e illustrata in un’esposizione.
Il Centro Medico-Sociale venne intitolato ad Augusto Mione e trasformato in alloggio per scolaresche in visita di studio, ma anche per adulti desiderosi di conoscere o di rivedere Chamarande.
Nel 1975 Chamarande contava 668 abitanti, mentre ora ne ha 1156 e dispone anche di un agriturismo privato. Il Centro Augusto Mione è aperto tutto l’anno, dispone di ventitré camere da due a otto letti e di cinque camere individuali per gli accompagnatori.
Vittorio Zornitta




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