Una nuova testimonianza fotografica dell’emigrazione bellunese in Svizzera: il Centro Studi Aletheia racconta la storia di Emanuela Tibolla

Giuseppe Carrera | 16 aprile 2025 alle 22:42 | 0 commenti

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Schübelbach, 1922. È qui, nel cuore della Svizzera Tedesca, che si snoda un altro frammento della grande epopea dell’emigrazione bellunese. A raccontarlo è una nuova preziosa fotografia pubblicata sul sito www.centrostudialetheia.it, la piattaforma dell’Associazione Bellunesi nel Mondo dedicata alla conservazione e valorizzazione della memoria migratoria.

L’immagine, concessa da Laura De David, ritrae Emanuela Tibolla, la prima a destra, con la figlia Nella in braccio e il piccolo Abele accanto, in compagnia di due vicine di casa. Sono davanti alla loro abitazione nel villaggio di Schübelbach, nel Canton Svitto, mentre il marito Giuseppe Panigas, come molti altri bellunesi, era impiegato nei cantieri della diga di Wägital, importante opera idroelettrica in costruzione all’epoca.

Uno scatto semplice, ma straordinariamente denso di significato: racconta l’attesa, la forza delle donne, la solidarietà tra famiglie migranti e il legame con la propria terra, anche quando si è lontani centinaia di chilometri da casa.

Il Centro Studi sulle migrazioni “Aletheia” invita chiunque possieda fotografie, lettere, documenti o testimonianze legate alla storia migratoria familiare a mettersi in contatto. Il materiale sarà digitalizzato e riconsegnato, contribuendo ad arricchire un archivio prezioso per ricostruire il passato di migliaia di famiglie bellunesi.

Contatti Centro Studi Aletheia
Tel. +39 0437 941160
Email: aletheia@bellunesinelmondo.it

Riscoprire la storia per raccontare il futuro

Ogni documento raccolto dal Centro Studi Aletheia è un tassello fondamentale per ricostruire la vicenda collettiva dell’emigrazione bellunese, fatta di sacrifici, lavoro, speranza e resilienza. Una memoria che non va dispersa, ma condivisa con le nuove generazioni.

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