Glarus, Svizzera, anni 1947-1948. È qui che si svolge un frammento prezioso della storia dell’emigrazione bellunese, raccontato attraverso una foto ricordo che ritrae Rosa Bridda, nata nel 1923 a Ponte nelle Alpi, insieme a un’amica e collega originaria dell’Alpago. Le due giovani sono ritratte davanti alla filanda dove lavorarono fianco a fianco per alcuni anni, lontane da casa, ma unite dalle stesse radici.
Nel difficile contesto del dopoguerra, Rosa – come molte altre ragazze dell’Alpago e di Ponte nelle Alpi – fu costretta ad emigrare per sostenere economicamente la famiglia e imparare un mestiere. Una scelta coraggiosa, spesso dolorosa, che segnò un’intera generazione di donne emigrate, protagoniste silenziose della ricostruzione del Paese.
In un contesto straniero, spesso ostile e faticoso, fu la condivisione della lingua e delle origini a creare un legame forte tra queste giovani, aiutandole a superare le difficoltà e a sostenersi a vicenda in un’esperienza che era tanto di lavoro quanto di crescita personale.
La foto (per gentile concessione di Carla e Maddalena Fronda) è oggi custodita dal Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” dell’Associazione Bellunesi nel Mondo (www.centrostudialetheia.it), che invita tutti coloro che possiedono foto, documenti o testimonianze legate all’emigrazione a contribuire a questa memoria collettiva.
Chi desidera condividere materiali può contattare l’associazione scrivendo a aletheia@bellunesinelmondo.it o telefonando al numero +39 0437 941160.
Ricordare le storie di chi è partito è un dovere verso il nostro passato e un dono per le generazioni future.




0 commenti