La musica e la danza hanno da sempre svolto un ruolo fondamentale nelle festività popolari del Veneto, in particolare durante il Carnevale. La Biblioteca delle Migrazioni “Dino Buzzati” propone un’interessante analisi degli strumenti e dei balli tradizionali veneti, prendendo spunto dal libro Mata, la tradizione popolare e gli straordinari personaggi dei Carnevali arcaici delle montagne venete di GianLuigi Secco, pubblicato nel 2001 dalla Bellumat Editrice.
Gli strumenti musicali della tradizione veneta
Gli strumenti musicali più antichi del Veneto hanno origine nella parte centro-meridionale della provincia di Belluno. Tra questi, la piva, tipica del mondo pastorale, era composta da un sacco, detto baga (termine dialettale ancora oggi utilizzato per indicare una grossa pancia), e da un piffero. Nella Valle d’Ampezzo, invece, erano diffusi strumenti a corde come il violino di produzione artigianale, il violone, il chitarrone e il canación, utilizzato per accompagnare le serenate.
Nel corso dell’Ottocento, con l’introduzione della partitura e l’alfabetizzazione musicale, si assiste alla rinascita delle bande musicali, un tempo legate esclusivamente alla milizia. Tra le figure di spicco di questo periodo si ricorda Basilio Sisti, maestro e compositore attivo nella zona dell’Alpago, noto per le sue composizioni strumentali e di accompagnamento. Nello stesso periodo, si diffonde la musica popolare suonata con strumenti come la chitarra, l’ocarina e l’organetto, particolarmente presenti nel Comelico nei primi anni del Novecento.
I canti e i balli popolari veneti
Il canto ha sempre accompagnato le celebrazioni, sottolineando il valore sociale e ludico della musica. Tra i canti tradizionali più rappresentativi vi è Per pagar i sonador, un brano eseguito in occasione dei matrimoni, caratterizzato da più voci che creano un’atmosfera vivace e coinvolgente.
Anche la danza è una componente essenziale della tradizione veneta. Tra i balli più noti si distingue l’Istriana, conosciuta anche come Polka, caratterizzata da un ritmo incalzante e dalla disposizione delle coppie in cerchio. Accanto alla Polka, si ricordano altre danze storiche come il Bassanello, composto dal maestro Basilio, il Bal de la scoa e il Bal de la posta, espressioni di una cultura popolare ancora viva.
L’approfondimento proposto dalla Biblioteca delle Migrazioni offre uno sguardo sulla ricchezza del patrimonio musicale e coreutico veneto. Il volume di GianLuigi Secco è disponibile per la consultazione tramite il servizio di interprestito.
Per chi è interessato a riscoprire le radici della musica popolare veneta, questo libro rappresenta un’opportunità per comprendere meglio il legame tra suoni, tradizioni e identità culturale del territorio.




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