Il commercio ambulante. Dall’antichità ai giorni nostri

Paolo Doglioni | 27 febbraio 2025 alle 14:27 | 0 commenti

Tempo di lettura: 3 minuti
0:00 0:00

Vai subito al punto

Ottieni un riassunto chiaro dell’articolo con ChatGPT.

Riassumi con ChatGPT
Condividi con un amico:

Si può dire che il commercio sia nato con l’uomo, visto che fin dai tempi preistorici si barattavano cacciagione e utensili vari tra gruppi di uomini e donne, attività svolta chiaramente in forma ambulante.

Fin dall’età del bronzo (circa 2000 anni a.C.) fiorì un commercio che dal mar Baltico arrivava fino al Mediterraneo con la preziosa ambra; nello stesso periodo carovane di cammelli trasportavano dall’Oriente alla zona arabica spezie, tessuti e prodotti esotici che poi arrivavano nelle nostre terre. Nel XVIII secolo a.C. il codice babilonese di Hammurabi stabiliva, tra l’altro, modalità precise per lo scambio di merci. I fenici, già nel XIII secolo a. C., nella costa vicino a Damasco costruirono una complessa rete commerciale con navi che solcavano tutto il Mediterraneo, trasportando ogni tipo di merce. Nella Grecia antica l’agorà era il luogo dove venivano anche commercializzati prodotti di tutti i generi, la stessa cosa accadeva nel forum romano. Il periodo barbarico (IV-VIII secolo) vide un comprensibile rallentamento degli scambi commerciali che ripresero in pieno con l’XI secolo, quando le città si popolarono e iniziarono a prosperare in tutta Europa le fiere che lasciarono il loro segno nei nomi di molte città con toponimi come Mercatale, Fiera o simili. È in questo periodo che si sviluppò un commercio itinerante sostenuto, in particolare in Nord Europa, da hanse e gilde che altro non erano che organizzazioni di gruppi mercantili che si spostavano insieme di città in città per svolgere i loro affari nelle più importanti fiere. Nel medioevo il commercio ambulante trovò, inoltre, spazio in occasione delle ricorrenze religiose e dei pellegrinaggi: in particolare nel periodo delle Crociate e poi, fin dal 1300, con l’indizione dei Giubilei.

Dal 1492, con la scoperta dell’America e l’arrivo di nuovi prodotti come cacao, canna da zucchero, tabacco, granturco, patate, pomodori ecc. si offrì a molti commercianti l’opportunità di inserirsi nel circuito della distribuzione di tali merci, almeno fino alla crisi del XVII secolo, così ben descritta da Manzoni. Nel ‘700, tra crescita demografica, ammodernamento industriale e un timido miglioramento generale del tenore di vita, si cominciarono a vedere attività di vendita itinerante protette da coperture di tela grezza che servivano a proteggere la merce in esposizione. Proprio dalla fine del XVIII secolo, da Pontremoli, iniziò una fortunata avventura per i commercianti ambulanti di libri. Tra questi, famosa e proveniente da quel luogo, la famiglia Tarantola. Nel XX secolo, in modo particolare dopo la Seconda guerra mondiale, avvennero grandi cambiamenti nel commercio con la diffusione dei modelli americani che privilegiavano la vendita impersonale rispetto al rapporto con il commerciante del vicinato o del mercato. Sembrava che si sarebbe arrivati alla scomparsa delle figure tradizionali di negozianti e in parte ciò è avvenuto, ma non del tutto, perché le famiglie mononucleari e l’invecchiamento della popolazione hanno fatto riscoprire il piacere di acquistare lì dove c’è un rapporto personale; dove, al posto del contatto telematico, esiste un rapporto umano, un sorriso, una umanità, che nel nostro subconscio percepiamo identica a quella dei nostri antichi progenitori. Il XXI secolo vedrà ancora cambiamenti in ogni campo, commercio e ambulantato compresi, ma se ci sarà un adattamento alla modernità, l’antico mestiere del commerciante, utilizzando anche le innovazioni tecnologiche, riuscirà ad essere un importante protagonista economico in tutto il mondo. Un esempio singolare è il format vincente dei food-truck, quei camioncini che vendono cibi pronti.

Paolo Doglioni

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli pubblicati

Cesiomaggiore. Malore fatale mentre esce di casa

Malore mentre stava uscendo di casa. È morto Mario Sacchet, settantaduenne di Cesiomaggiore. Il decesso è avvenuto ieri mattina, poco dopo le 7.00. L'uomo era appena uscito quando ha accusato un infarto ed è caduto a terra, sbattendo violentemente la testa. Fatale il...

Notizie correlate

Un museo importante. Testimonianza di un’industria del passato

Il dollaro. Nome inventato nel XVI secolo

Dopo la caduta dell’Impero Romano, avvenuta nel V secolo, la monetazione divenne pressoché inesistente in tutta Europa.Bisogna arrivare a Carlo Magno che, alla fine del VIII secolo, fece una riforma monetaria e creò il denaro d’argento alla lega di 950/1000.Il denaro...

leggi tutto